
Il più grande desiderio di tutti i genitori è che i propri figli conducano un’esistenza serena, priva di qualsiasi dolore e preoccupazione. Vorremmo che avessero tanti amici, che ottenessero bei voti a scuola e fossero campioni sportivi. Eppure, ci rendiamo conto anche da soli che non possiamo farli crescere sotto una campana di vetro e che, soprattutto, è impossibile proteggerli da tutti gli alti e bassi della vita.
Come facciamo allora a evitare che soffrano? Il segreto non sta nel fare in modo che non accada loro mai niente di male, ma nel prepararli a reagire con positività e determinazione alle difficoltà che inevitabilmente la vita metterà loro davanti. Dobbiamo quindi insegnare loro a essere resilienti.
Esiste una ricetta per sviluppare la resilienza?

- i bambini hanno bisogno di amore incondizionato, di un senso di sicurezza e serenità totale, e di una connessione profonda con almeno un adulto;
- la cosa migliore che possiamo fare noi adulti in termini di apprendimento infantile è semplicemente quella di toglierci di mezzo e lasciare che i bambini facciano da soli, anche sbagliando;
- stiamo attenti a quali aspettative abbiamo nei confronti dei nostri figli, perché loro tenderanno sempre ad adeguarsi a esse, positive o negative che siano;
- ascoltare i bambini con attenzione è più importante di qualsiasi parola che possiamo dire, sia nella routine così come nei momenti di crisi, e niente di ciò che diciamo è importante quanto quello che i nostri figli ci vedono fare;
- i bambini possono agire in modo positivo solo se hanno fiducia in sé stessi e questa fiducia nasce dalla consapevolezza di essere competenti in qualcosa e di poter controllare ciò che accade loro.

Perché è sempre colpa mia?
Studi nell’ambito della Scienza dell’Happiness rivelano che la costruzione della resilienza, nei bambini come negli adulti, è strettamente legata al modo in cui il nostro cervello spiega gli eventi negativi che ci accadono. Ogni volta che succede qualcosa di brutto, la nostra mente mette in moto dei meccanismi nel tentativo di trovare un perché alla base dell’evento. Questo ragionamento, che facciamo perlopiù a livello inconscio, segue tre tipi di giudizio:- Interno vs Esterno: Crediamo di essere sempre noi la causa degli eventi negativi? Oppure pensiamo che dipendano da persone o circostanze esterne?
- Stabile vs Instabile: Gli eventi negativi sono legati a cause fisse e immutabili su cui non abbiamo controllo oppure abbiamo la possibilità di fare qualcosa a riguardo?
- Globale vs Specifico: Quando succede qualcosa di brutto, lo limitiamo a quel momento e a quella circostanza oppure pensiamo che influenzerà altre aree della nostra vita?


Quello a cui dobbiamo aspirare in qualità di genitori è instillare nei nostri bambini e ragazzi la consapevolezza di essere gli assoluti protagonisti della loro vita e, in quanto tali, possono affrontare le sfide quotidiane con determinazione e voglia di vincere. E anche quando la vita avrà avuto la meglio e li avrà messi ko, se loro si saranno rimessi in piedi a testa alta avranno vinto lo stesso
Per un approfondimento sul tema della resilienza nei bambini e negli adolescenti, consigliamo i webinar della nostra Academy dedicati al ciclo “Educare i Bambini alla Felicità”.






