
L’incapacità di concentrarsi oggi è un problema molto comune in gran parte riconducibile all’innumerevole quantità di stimoli che abbiamo ogni giorno. Perdere il focus è molto più semplice di quanto no possa sembrare, il cervello umano è attratto dalle distrazioni e dalle novità.
Diverse ricerche hanno dimostrato che oggi mentre facciamo un compito riusciamo a rimanere concentrati per al massimo 35/40 secondi, poi la nostra mente si mette subito alla ricerca di nuovi stimoli.
Cos’è la concentrazione?
Si tratta di un’attenzione focalizzata, applicata per un periodo di tempo prolungato, che ci permette di ignorare altri stimoli in arrivo.
Nel lavoro e nello studio il focus mentale sono fondamentali, valgono più 30 minuti completamente immersi in un’attività che 5 ore passate a gestire distrazioni e altri stimoli.
Viviamo nell’epoca delle interruzioni. Pensiamo alla quantità di notifiche che riceviamo ogni giorno su cellulare, pc, televisione. Si tratta di piccole distrazioni continue che fanno sì che le energie mentali si disperdano facilmente.
Come migliorare la concentrazione?
La scienza ci offre alcuni sistemi che funzionano molto bene. Fino a qualche anno fa, dovevamo preoccuparci di tenere la tv spenta e di qualche telefonata. Nulla di più.
Oggi le fonti di distrazione sono aumentate: social, email, messaggistica, innumerevoli dispositivi e momenti di interruzione; inoltre il nostro cono sociale si è allargato notevolmente e riceviamo notifiche ed informazioni da un insieme di persone molto più grande.
L’interesse di Facebook, Instagram, LinkedIn e degli altri social metwork è quello di farci passare più tempo possibile sulle loro piattaforme.
Per perseguire tale fine si utilizzano metodologie volte a creare dipendenza, si suole definire tale approccio “Addiction by design”.
Il design della dipendenza si costruisce su 3 principali fattori strettamente legati tra di loro:- Vanity metrics: numero di followers, amici, like, commenti, ecc…
- Notifiche push: l’interruzione della nostra attenzione per spostarla sui social
- Smartphone: inscindibile dal precedente, ci rende sempre connessi e sempre raggiungibili e dipendenti dalle notifiche
I meccanismi sono simili a quelli del gioco d’azzardo, si danno piccole ricompense per garantire l’attenzione continua degli utenti. Tali meccanismi nella teoria comportamentale sono chiamati: “programmi di rinforzo variabile”.
I social networks ci forniscono ricompense imprevedibili che ci incollano allo schermo del nostro telefono, che ci inducono a controllarlo anche quando non abbiamo notifiche, alla ricerca inconscia della ricompensa sociale che alza i nostri livelli di dopamina (per esempio il numero di like del nostro ultimo post su Facebook, Instagram, Linkedin, ecc…).
Accanto ai social ritroviamo poi le applicazioni di messaggistica instantanea (whatsapp, messenger, ecc..) e le email.
Nel mondo business accanto alla posta elettronica si usa sempre più la messaggistica instantanea per comunicare velocemente.
Applicativi come Whatsapp però creano delle aspettative di risposta quasi in tempo reale e di conseguenza un controllo costante dei messaggi.
Per ovviare a questa continua “richiesta di attenzione” da parte di queste piattaforme, occorre procedere in questo modo:- Eliminare il suono delle notifiche da qualsiasi app (posta, messaggistica, social)
- Eliminare l’indicazione dei messaggi ricevuti, la notifica visuale sull’home screen del telefono, in modo da non avere la curiosità di leggere il messaggio appena arrivato.
- Una tecnica estrema per azzerare le distrazioni da smartphone è quella di metterlo in modalità aereo, in tal modo mettiamo completamente offline il nostro telefono ed evitiamo anche le interruzioni delle telefonate.
- Fissare dei momenti o orari precisi da dedicare alla gestione dell’email e dei messaggi (No multi-tasking)
- difficoltà a organizzare i pensieri;
- incapacità di filtrare le cose irrilevanti;
- difficoltà a ricordare quello su cui ha lavorato;
- distrazione cronica;
- riduzione dell’efficienza e della qualità del lavoro;
- incapacità di lavorare su più cose contemporaneamente(!).
Questo passaggio da un’attività all’altra ha come risultato una perdita di produttività di ben il 40%!
Meditare per imparare a concentrarsi
Le più grandi menti, sportivi e imprenditori fanno meditazione costante. Uno dei più grandi vantaggi di questa pratica è l’aumento della capacità di concentrarsi ed una migliore gestione delle energie mentali.
Ci sono tante forme di meditazione, dalle tecniche di rilassamento al training autogeno fino alla mindfulness molto di moda recentemente.
Queste tecniche consentono di ridurre al minimo l’effetto negativo dello stress, grande nemico della concentrazione; inoltre la meditazione impone l’allenamento del focus mentale per dirigere tutta la nostra attenzione su un punto specifico (es. il nostro braccio, il respiro e l’aria che attraversa il nostro naso, un’immagine, un suono, un’immagine, ecc..).


Lo sport migliora la concentrazione
Fare attività fisica è risaputo che aiuta il cervello a funzionare meglio sia a livello creativo che in termini di concentrazione.
Il miglioramento della nostra mente è dovuto all’aumento del flusso di sangue e ossigeno che riceve consport e resilienza l’allenamento e al rilascio di sostanze chimiche come la serotonina, la dopamina, le endorfine e l’ossitocina che aiutano a sviluppare un atteggiamento positivo.
Altro elemento da non trascurare è la capacità dell’attività sportiva di rilassare il sistema nervoso, come abbiamo visto parlando di meditazione il rilassamento è un fattore fondamentale per una mente concentrata.
Gli sport migliori per avere l’effetto rilassamento sono gli sport aerobici, meglio se all’aria aperta.
Scrivere per concentrarsi
L’esercizio migliore per migliorare la capacità di concentrarsi è esercitarsi ad esprimere i propri concetti.
Per argomentare occorre essere concentrati, quindi più scriviamo più diventa un’abitudine essere focalizzati.
Puoi esercitarti scrivendo qualche riga su un argomento che ha colpito la tua attenzione oppure argomentando una tesi su un dibattito in voga in quel momento.
Mangiare bene per concentrarsi
I pasti pesanti rallentano il funzionamento del cervello così come avere fame diventa un elemento di distrazione.
Un trucchetto utile è bere costantemente acqua insieme agli spuntini in modo da aumentare il senso di sazietà.
Sul fronte degli alimenti il caffè, il thè ed il cioccolato (meglio fondente) aumentano oggettivamente la nostra attenzione.
La EFSA (European Food Safety Authority) ha confermato l’incremento di attenzione prodotto dall’assunzione di una tazzina di caffè ed un aumento del 10% della nostra velocità di elaborazione delle informazioni.
Chiaramente l’uso della caffeina va ben gestito altrimenti si rischia di avere una sovraeccitazione del nostro sistema nervoso che produce un effetto contrario sulla nostra attenzione.
Concludendo, la concentrazione sembra essere l’arma del futuro.
Se riusciamo a controllare la nostra attenzione potremmo anche lavorare la metà ed essere più produttivi.







