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Allenare la creatività

Creatività
Inutile negarlo, siamo costantemente attratti da coloro che si dimostrano creativi in qualunque ambito:

che si tratti di artisti nel senso più ampio del termine – pittori, fotografi, registi, ballerini – o di professionisti il cui estro può fare la differenza, come accade per gli chef, gli insegnanti o i manager, la loro creatività li fa emergere e, in qualche modo, invidiare dai noi persone… normali. Dietro il successo dei creativi c’è sicuramente talento, c’è dedizione, c’è duro lavoro. Ma c’è anche una voglia smisurata di credere in ciò che fanno. E, in genere, ci credono perché gli altri – i genitori, gli amici, i maestri – hanno insegnato loro a farlo fin da piccoli, ad alimentare la loro creatività senza mai screditarla, bensì alimentandola.

Creativi si nasce o si diventa?

Creatività bambini

Einstein diceva: “La creatività è contagiosa, trasmettila”, come se si trattasse di una cosa già in nostro possesso che non dobbiamo apprendere, ma semplicemente condividere. La verità è che creativi si nasce. O, meglio, tutti nasciamo creativi. Poi, se la creatività non viene alimentata, viene potata dal nostro albero cerebrale come un ramo secco che non serve a nulla.
La Natura ha dotato la nostra specie di una buona dose di creatività alla nascita perché la riteneva fondamentale per la sopravvivenza: per i nostri antenati era indispensabile provare a pensare in modo diverso per coltivare, tentare nuovi approcci nella caccia, cercare di costruire nuovi strumenti per prosperare e progredire. Da bambini siamo tutti più o meno creativi: cerchiamo metodi alternativi per dare una spiegazione al mondo e interiorizzarlo, andiamo alla scoperta di ciò che è “altro” e proviamo a dargli un’etichetta, e andiamo per tentativi quando qualcosa non ci viene. È così che impariamo. Poi, inspiegabilmente, in molti di noi il seme della creatività non germoglia. Anzi, in realtà dà vita a un piccolo ramoscello che, non innaffiato, rinsecchisce e verrà tagliato dal cervello alla prima occasione.

Creatività tipografia
Per evitare di perdere quella creatività di cui tutti siamo dotati quando veniamo al mondo, è importante sfruttare una caratteristica fondamentale del nostro cervello: la neuroplasticità. Non è altro che la capacità del cervello di cambiare nel corso della vita. Incoraggiare i bambini prima e gli adolescenti poi a coltivare la creatività per farla diventare un’abitudine da adulti permette al cervello di ampliare la propria materia grigia, aumentando il numero di connessioni possibili fra i neuroni. Man mano che usiamo la nostra creatività ci verrà sempre più facile ricorrere ad essa anche quando pensiamo di avere già tutte le risposte, quando la solita strada che percorriamo ci appare semplice o quando non abbiamo tempo perché viviamo in un mondo troppo frenetico e la via più corta ci sembra la migliore. In tutti questi casi, l’abitudine negativa di fare una cosa in un modo solo perché si è sempre fatta così prende il sopravvento, a meno che non abbiamo allenato il nostro cervello a essere creativo grazie a quelle che possiamo chiamare “sedute di creativity crossfit”.

Come facciamo ad allenare il cervello alla creatività?

Allenare il cervello alla creatività

L’atteggiamento creativo è quello che ci permette di considerare tutto ciò che ci circonda sotto diversi punti di vista senza aggrapparci ai nostri pregiudizi o alla via più convenzionale, comoda o semplice perché è quella che abbiamo sempre percorso. Un atteggiamento creativo ci porta a trovare risposte alternative e a inventare soluzioni impreviste che aprono a conseguenze inaspettate. La creatività non è soltanto quella artistica, ma è una questione di comportamenti e scelte – o, perché no, di stile di vita. Può essere creativo il maestro che cerca un modo diverso di insegnare una cosa ai suoi allievi o il contabile che prova un metodo alternativo di controllo delle fatture. A volte, però, ci capita di desiderare con tutto il cuore di essere creativi, ma poi ci “auto-sabotiamo”, ascoltando quella sorta di censore che abita nel nostro cervello e che ci spinge a comportarci come abbiamo sempre fatto per non rischiare, per arrivare dritti al risultato senza deviazioni, per non perdere tempo.

Eppure è solo perdendoci che possiamo scoprire il nuovo. Solo abbandonando la solita via per un sentiero sconosciuto possiamo arrivare a una destinazione diversa. O magari alla stessa destinazione di sempre, ma con un bagaglio arricchente guadagnato durante il viaggio. La società di oggi, basata sulle performance a tutti i costi, ci impone di focalizzarci sul risultato. Per questo essere creativi a volte ci fa paura: perché a quel risultato potremmo anche non arrivarci mai se deviamo dalla retta via. Ma volete mettere il piacere della scoperta?!

Stimolare la creatività

Il segreto sta nel continuare a stimolare la creatività anche da adulti, soprattutto in ambito lavorativo, visto che trascorriamo gran parte del nostro tempo lavorando. Proviamo a modificare il nostro ufficio o la nostra scrivania, per esempio. Spesso le idee più originali ed efficaci vengono quando meno ce lo aspettiamo e negli ambienti più stravaganti. Pensiamo agli spazi alternativi che caratterizzano gli uffici di multinazionali quali Google o Microsoft.

Facciamo in modo che le nostre riunioni siano all’insegna dell’ascolto, dell’accettazione del pensiero altrui, della messa in discussione dei nostri bias. Mettiamo in campo una serie di piccoli atteggiamenti che però possono fare una grande differenza:
  • apriamoci a nuove idee e soluzioni, rinviando il nostro giudizio a quando avremo valutato tutte le opzioni, nostre e altrui;
  • mostriamo curiosità, proprio come i bambini: facciamoci un sacco di domande – continuamente, su qualunque cosa, e non diamo mai nulla per scontato;
  • cambiamo prospettiva: proviamo a mettere a fuoco cose che prima non facevamo neanche rientrare – per un qualsiasi motivo – nel nostro spazio visivo, reale o mentale, per arricchire il nostro pensiero;
  • abbracciamo l’ambiguità, rifiutiamo di essere solo un’etichetta – quella di “Giorgio il medico” o “Francesca, l’appassionata di film horror” – per essere un prisma di caratteristiche che ci rendono unici, anche se questo richiede tempo affinché gli altri ci conoscano a fondo.

Creatività flessibile

Infine, creatività fa rima con flessibilità: solo chi è flessibile è in grado di adattarsi ai cambiamenti e solo chi è creativo nei cambiamenti trova la propria completezza. Sempre il nostro Einstein diceva: “La creatività è l’intelligenza che si diverte”. E allora divertiamoci, giochiamo con le nostre capacità e il nostro potenziale, per raggiungere sempre qualcosa di nuovo e magnifico.

Per un approfondimento sul tema della creatività, vi consigliamo il webinar Creativity Crossfit dell’Academy di Scuola di Palo Alto
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