
La fiducia è un concetto multidisciplinare che la letteratura politologica, sociologica, economica e psicologica analizzano secondo approcci molto diversi, perché diversi sono i suoi numerosi significati. La fiducia è stata definita di volta in volta come caratteristica psicologica, valore o struttura sociale, intenzione comportamentale. Nonostante le differenze, tutte le definizioni hanno però in comune un’idea fondamentale: si può parlare di fiducia in presenza di un’aspettativa positiva nei confronti dei comportamenti futuri di un altro soggetto, sia esso un singolo essere umano o un’entità collettiva. Così possiamo avere fiducia nel nostro prossimo, ma anche nelle istituzioni o nell’azienda per cui lavoriamo.

- valori tradizionali VS valori secolari-razionali
- valori di sopravvivenza VS valori di espressione personale.
Ma senza cambiare emisfero, come possiamo sviluppare la fiducia nel piccolo delle nostre aziende?

In qualità di direttori e responsabili, sono tre i punti su cui dobbiamo lavorare nella nostra organizzazione per creare un ambiente contemporaneamente motivante, competitivo e caratterizzato da fiducia a ogni livello.
Innanzitutto, circondiamoci di persone di talento. I cosiddetti high-performer sono spinti da una naturale tendenza all’ottenimento di risultati: non hanno bisogno che venga loro detto come fare, perché troveranno sempre un modo. E, soprattutto, contageranno i colleghi meno abili a impegnarsi sempre di più. La fiducia responsabilizza e la responsabilità incoraggia a fare sempre il meglio per l’azienda.
In secondo luogo, puntiamo a una cultura del feedback diretto, immediato e trasparente. Facciamo capire alle nostre risorse che non devono temere il feedback top-down, down-up e tra pari, perché solo con il confronto continuo si possono ottenere risultati. Di nuovo, il desiderio di fare solo il meglio per l’azienda dovrebbe spingere le nostre persone a dire sempre quello che pensano, in ottica di miglioramento reciproco e costante.
Infine, eliminiamo l’inutile burocrazia e le politiche che impediscono alla nostra organizzazione di essere agile e di adattarsi velocemente ai tempi in costante mutamento. Dopotutto, solo se ci fidiamo ciecamente delle nostre risorse possiamo permetterci di non controllarle e lasciarle libere di ottenere risultati nel modo che ritengono il più efficace. E se non dobbiamo controllarle, norme e policy non servono più.
Che si tratti di un’azienda in carne e ossa o di un’impresa virtuale, la sostanza non cambia: dare fiducia per ricevere fiducia, a tutti i livelli, è il segreto di ogni organizzazione di successo.
E-commerce e fiducia digitale

Siamo talmente abituati a usare i market dei social network, le piattaforme di e-commerce e gli shop online che neanche più ci chiediamo come facciano a funzionare e ad avere così tanto successo. L’elemento cardine di tutte queste imprese è, ancora una volta, la fiducia. In questo caso, la fiducia digitale. Pensateci: per acquistare qualsiasi cosa su Intenet, che sia un libro da pochi euro o una lavatrice che ne costa centinaia, dobbiamo in qualche modo fidarci del venditore e confidiamo nel fatto che non si prenda i nostri soldi senza poi spedirci la merce. Per sviluppare questa fiducia, servono alcune premesse:
- la reputazione e la dimensione dell’impresa,
- l’esperienza pregressa dell’utente con l’azienda o il suo sito web,
- la comunicazione cliente-impresa.

La reputazione di un’impresa e le esperienze passate costituiscono due importanti driver nello sviluppo dell’e-trust, in quanto un individuo sarà più o meno incentivato a fidarsi a seconda se l’opinione comune riguardo quell’azienda o quel sito web sia positiva o negativa; inoltre, la fiducia del consumatore aumenterà nel caso di esperienze passate positive e soddisfacenti e, al contrario, diminuirà in caso di esperienze passate negative e stressanti.
Che sia quindi nei confronti di un team con cui collaboriamo dall’altro capo del globo, verso le istituzioni e l’organizzazione a cui apparteniamo o nei confronti del tale colosso dell’e-commerce, non possiamo farne a meno: sviluppare la fiducia è indispensabile per transazioni – umane e commerciali – durature e profittevoli, per noi e per l’economia che muove il mondo.







