Assertività: e tu… sei una persona assertiva?

L’equilibrio della persona assertiva per raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’Assertività è uno dei concetti più diffusi nelle organizzazioni moderne. La capacità di essere assertivi è infatti annoverata tra le caratteristiche principali delle persone di successo.

Tuttavia, la vita quotidiana, all’insegna della frenesia, ci porta a non prestare troppa attenzione al modo in cui formuliamo una richiesta o una critica. Tanto meno al modo in cui reagiamo a quelle degli altri.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]La fretta e la superficialità fanno perdere efficacia alla nostra comunicazione.[/box_frame]

Per questo le aziende stanno promuovendo lo sviluppo dell’assertività dei propri collaboratori. L’obiettivo è insegnargli a essere efficaci, nell’ambito professionale così come nel privato.

Ma cosa vuol dire, in concreto, comunicare come una persona assertiva?

Paola Santoro, partner della Scuola di Palo Alto, psicologa ed esperta di dinamiche interpersonali, prova a spiegarci come sviluppare l’assertività per aumentare le performance lavorative e il benessere individuale.

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Cos’è l’assertività in concreto?

Il concetto di assertività non è molto chiaro e c’è una certa confusione a riguardo.

Basta fare una breve ricerca sul Web per rendersi conto delle numerose, spesso contrastanti, definizioni che esistono di questa parola.

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Innanzitutto, bisogna liberarsi della convinzione che essere una persona assertiva sia sinonimo di predominare o prevalere.

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Questa confusione si genera dal fatto che il termine deriva dal latino “asserere”, cioè “affermare con forza”. Si è convinti che siccome si afferma con forza allora si ottiene. Invece l’accento non va posto sul “dire” qualcosa, bensì sull’ “ottenere” qualcosa.

Il focus della comunicazione assertiva è rappresentato dai risultati ottenuti rispetto agli obiettivi posti. Da qui l’importanza di chiarire gli obiettivi e di distinguerli dai semplici desideri.

Una persona assertiva esprime opinioni ed emozioni in modo fermo e chiaro, rispettando se stessa e gli altri, per conseguire uno scopo.

A che tipo di obiettivi si riferisce?

Esistono tre categorie diverse di obiettivi: quelli desiderati, quelli utili e quelli possibili.assertività

Non sempre gli obiettivi desiderati sono utili o possibili e non sempre quelli utili sono possibili o desiderati.

Comunicare in modo assertivo ci porta a espandere il concetto di possibilità grazie alla valorizzazione delle risorse che abbiamo a disposizione, attraverso le quali diventa possibile ciò che prima era impossibile e quello che ci appariva inutile si rivela, in realtà, utile.

Per comunicare come una persona assertiva, bisogna innanzitutto fare chiarezza e distinguere tra gli obiettivi della vita e gli obiettivi della comunicazione.

Naturalmente le due cose sono connesse e spesso raggiungere gli obiettivi comunicativi ci fa fare passi avanti per conseguire quelli della vita.

Assertivi si nasce o si diventa?

persona assertiva ne aggressivi, ne passiviOgnuno di noi è caratterizzato da uno stile comunicativo particolare, che può essere passivo, aggressivo o assertivo.


NÉ PASSIVI NÉ AGGRESSIVI:

La passività e l’aggressività rappresentano i due estremi di un continuum di cui l’assertività costituisce il centro, l’equilibrio.


Per imparare a comunicare in modo assertivo è necessario conoscere il proprio stile, il punto di partenza da cui ci muoviamo verso l’assertività.

  • Lo stile aggressivo tende a prevaricare nella comunicazione, a “invadere” il territorio altrui: mostra quindi poco rispetto per il prossimo.
  • Quello passivo è incline a lasciare scoperto il proprio territorio e a subire: sono segnali di poco rispetto per sé stessi.
  • Il tipo assertivo, invece, sa dire no, sa chiedere, sa criticare, sa esprimere le proprie emozioni rispettando tutti.


[header_fancy class=”” style=”height:inherit;” title=”Assertivi non si nasce, ma è assolutamente possibile diventarlo.”]

In cosa consiste il percorso verso l’assertività?

Il primo passo per diventare persone assertive è la misurazione. L’imparare, cioè, a riconoscere i tre stili comunicativi e il capire quale contraddistingue noi e le persone con cui abbiamo a che fare.

È fondamentale analizzare i propri comportamenti per vedere se ciò che si intende conseguire è caratterizzato da specificità, positività e coerenza delle attribuzioni.

In sostanza, bisogna assicurarsi che l’assertività rappresenti un percorso costruttivo per tutti i partecipanti allo scambio comunicativo.

Essere assertivi non vuol dire imporre il proprio pensiero o lanciare un’idea con la convinzione che basti esprimerla per far sì che si realizzi.

Il suo sviluppo è un processo attento e costante, in cui tutto può rappresentare “materiale di costruzione”, se usato bene.

Per esempio, una critica, un dissenso o la chiusura dell’altro possono diventare una risorsa inaspettata che non si pensava di avere e sulla quale si può costruire.

Una volta definito il proprio punto di partenza, si cerca di capire qual è quello di arrivo, cioè cosa si vuole ottenere dallo scambio comunicativo.

A questo punto si sviluppa una metodologia per arrivare concretamente a quell’obiettivo.

Tutti sviluppano assertività nello stesso modo?

Ovviamente no.Corso-su 05 Stile di Comunicazione Assertiva

Tutti abbiamo punti di partenza e di arrivo differenti, pertanto i percorsi intrapresi non possono essere uguali.

Tuttavia, il metodo che insegno a seguire durante i miei training può essere adattato alle specificità di ciascun partecipante. Inoltre, assistere allo sviluppo di un’altra persona può darci degli spunti su come arricchire il nostro percorso.

Ognuno di noi non ha un unico punto di partenza.

Gli individui mostrano e sviluppano l’assertività in diversi gradi a seconda delle persone con cui interagiscono.

[errors title=”Pensiamo alla gerarchia aziendale:”]

La comunicazione può avvenire verso l’alto, verso il basso, tra pari o verso l’esterno. L’assertività mostrata con il nostro responsabile non è la stessa che mettiamo in atto con un collega o con un cliente. Ciononostante, il processo non cambia.

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È importante rendersi conto di quante domande non poniamo o poniamo male – facendo perdere opportunità all’azienda tanto quanto a noi stessi – o di tutto quello che potremmo guadagnare in termini di possibilità (di comprensione e di attuazione) se imparassimo a essere più assertivi.

L’assertività è legata esclusivamente al linguaggio verbale?

Così come la comunicazione può essere verbale, non verbale e para-verbale, analogamente si può essere persone assertive con le parole, con il linguaggio del corpo o attraverso elementi quali il tono e il volume della voce.

Pensiamo alla postura che assumiamo quando parliamo con un nostro superiore o con un sottoposto, per esempio.

Rispecchia automaticamente passività o aggressività, vero? Perché invece non proviamo a guidarla e a renderla assertiva come facciamo con le parole?

Raddrizziamo le spalle. Guardiamo negli occhi l’interlocutore.

Purché continuiamo a rispettare noi stessi e gli altri, ogni tentativo va bene.

L’importante è non perdere la nostra specificità. Sviluppare l’assertività non vuol dire standardizzarsi, bensì arricchire ciò che siamo.

E in un mondo professionale, in cui le differenze tra i collaboratori rappresentano un valore aggiunto per un’azienda, imparare a sfruttarle al meglio costituisce un importante passo verso il successo.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”none” title=”Il consiglio di Paola Santoro” inner_style=””]

La vita professionale e quella personale sono piene di situazioni conflittuali o caratterizzate da tensione emotiva. In queste situazioni l’istinto ci suggerisce di attaccare – atteggiamento aggressivo – o di scappare – atteggiamento passivo. Il segreto è racchiuso nello stare e nell’osservare, naturalmente.

È fondamentale capire quali risorse si hanno a disposizione e come utilizzarle per superare un problema. Potremmo essere più ricchi di quanto pensavamo.

È un processo un po’ più lungo, ma molto, molto utile.

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Valeria Carcaiso

Valeria Carcaiso

Milanese di nascita, cittadina del mondo per scelta, Valeria ha fatto della passione per tutte le lingue e le culture la sua professione. Innamorata della Lingua Italiana in ogni sfaccettatura, mette le sue capacità di scrittura, editing e traduzione al servizio degli argomenti più diversi con l’obiettivo di diffondere conoscenza ad ampio raggio.
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