Come aumentare il traffico sul tuo sito web

Stai provando ad incrementare il traffico sul tuo sito e non ci riesci?

Eppure stai facendo tutte le cose giuste, scrivi (o fai scrivere) articoli frequentemente e inserisci tutte le parole chiave al posto giusto, i tag e i metatag sono perfetti.

Non manca nemmeno un alt test nelle immagini ma i risultati sono modestissimi se non inesistenti… cosa c’è che non funziona?

Tutto quello che fai non funziona semplicemente perché Google è cambiato!

come aumentare il traffico

Oggi voglio chiarirti un po’ di cose relativamente ai nuovi fattori di posizionamento che influenzeranno le serp di ricerca dal 2017.

I nuovi aggiornamenti degli algoritmi di Google hanno reso gli stessi ancora più efficaci ed… “intelligenti”. Siamo entrati definitivamente nel web della Semantica e dell’interpretazione della volontà dei navigatori.

Oggi non basta più creare un articoletto al giorno inserendo la Key di ricerca al posto giusto. Ripeterla tot volte ed usarla anche come alt test nelle immagini non è più sufficiente. Oggi si deve andare ben oltre per poter avere dei vantaggi di posizionamento tangibili.

Mai come oggi bisogna dare alla gente quello che la gente vuole. Per farlo non basterà più solo analizzare una serie di parole chiave sulla base delle quali creare dei post. Bisognerà studiarle una per una, interpretando quella che è la necessità dell’utente che le digita nel box di ricerca di google.

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[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”INDICE DEI CONTENUTI” inner_style=””]

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Come aumentare il traffico sul tuo sito web attraverso semplici domande:

  • Di cosa ha bisogno il visitatore che fa questa ricerca?
  • Se io fossi lui cosa vorrei trovare?
  • Come posso fare a dare qualcosa di meglio rispetto a quello che già danno i siti posizionati ai primi posti dei risultati di ricerca?
  • Come posso rendere la “User Experience” sempre più gradevole?
  • Qual è quella informazione che condividerei con tutte le persone che conosco se riuscissi a trovarla?

In sostanza devi metterti nei panni del visitatore e concentrarti nell’offrirgli quello che vuole. La parola chiave intesa come gli specialisti SEO la intendevano fino a poco tempo fa non ha più valore. Quello che varrà sarà l’uso di tutti i termini correlati o che in qualche modo fanno riferimento all’argomento generale della parola chiave.

I primi tre fattori di posizionamento

In questo broadcast di marzo 2016, Google aveva già annunciato quali sarebbero stati i tre principali fattori di posizionamento con l’avvento dei nuovi algoritmi. I fattori sono fondamentalmente tre:

  1. Contenuto
  2. link (intesi come facilità di accesso al contenuto)
  3. RankBrain

E’ proprio quest’ultimo fattore quello che stravolge completamente il modo di Google di interpretare i contenuti.

RankBrain infatti rende l’analisi della pagina oltre che immediata (in tempo reale) sempre più intelligente. “RankBrain” è un algoritmo lanciato nel 2015. Inizialmente abbastanza lento e macchinoso, si è evoluto ed è diventato oggi uno strumento estremamente flessibile e perfettamente integrato nel motore principale.

Insomma… Sono finiti i tempi degli aggiornamenti manuali. E come se lo spider imparasse da se stesso. E’ come se imparasse a leggere i comportamenti degli utenti interpretandoli.

Non si basa più solo sulla presenza di keyword nel testo, ma cerca correlazioni. Inoltre verifica se l’utente che visita la pagina è contento di quello che ha trovato misurandone i comportamenti.

Questo vuol dire che non sempre fornire articoli con una grande quantità di testo premia. E provo a spiegarmi meglio.

Cosa vorrebbe trovare ad esempio un utente che cerca “Taglio capelli corti”?

Probabilmente potrà anche interessargli la tecnica con la quale viene realizzato il taglio, ma molto più probabilmente vuole “vedere” una serie di tagli di capelli corti dai quali trarre ispirazione!

Questo vuol dire che creare un buon post, con contenuti non lunghissimi ma organizzati, e sopratutto con una bella fotogallery di tagli di capelli corti, potrebbe convincere Google a posizionarmi ai primi posti delle ricerche. Sopratutto se, grazie anche ad una buona user experience, riesco ad ottenere approvazione (condivisioni) dai miei visitatori, le probabilità di posizionamento saranno buone.come aumentare traffico sul sito web

Le mie non sono solo teorie, ma è effettivamente quello che sta già accadendo come potete vedere dallo screen qui sopra.

Ovviamente tutto dipende dalla ricerca. Un utente che cerca qualcosa di tecnico come “Dialoghi di Platone” è ovvio che non vuol trovare una fotogallery. In questo caso, verranno premiati i risultati con i contenuti ritenuti di maggior valore sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. La differenza la farà una buona organizzazione degli stessi che permetta fruibilità per l’utente.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]Oggi, in ogni settore o, meglio ancora, per ogni query di ricerca esistono fattori di posizionamento. Questi fattori
sono in continuo mutamento. Ciò è dovuto allo sviluppo e all’applicazione di algoritmi di apprendimento automatico sviluppati da Google che ora contribuiscono alla valutazione non solo dei siti web ma delle singole query di ricerca.[/box_frame]

Il posizionamento è quindi dinamico, ovvero può cambiare di giorno in giorno in tempo reale. Questo grazie all’aggiornamento automatico che avviene attraverso l’apprendimento da parte degli spider.

Insomma… Cosa dovremo fare per portare sempre più gente sul nostro sito web?

Interpretare le loro richieste e offrire loro la migliore soluzione per soddisfare i loro bisogni.

Posizionarsi sui motori di ricerca attraverso la comprensione delle esigenze

Molto spesso chi digita una key su un motore di ricerca ha in se un desiderio, una preoccupazione, una curiosità da soddisfare.

La nuova SEO,  se vorrà portare risultati tangibili, dovrà umanizzarsi. Dovrà interpretare le richieste e trovare gli elementi sulla base dei quali creare ogni singolo articolo. L’intero piano editoriale ne sarà la risultante.

Ogni sito dovrà dimostrare la sua autorevolezza attraverso i contenuti che offre.

Un’altra grande novità è che, da questa competizione, non saranno preclusi i siti che non hanno ancora grandi backlink. Insomma l’anzianità e l’aver costruito in passato una grande rete di backlink da oggi in poi non darà un grande vantaggio.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]I backlink sono diventati oggi solo uno degli innumerevoli fattori di posizionamento![/box_frame]

L’autorevolezza del sito dovrà essere costantemente mantenuta attraverso l’interazione ed il gradimento dei contenuti offerti, da parte dei visitatori.aumentare i visitatori del sito

Fattori legati alle condivisioni, alla user experience, ai tempi di permanenza, alla velocità del sito,  faranno da padroni.

Tutto questo dando per scontato la già citata ottimizzazione per mobile.

Non bisogna più pensare solo in termini di quantità, numero di articoli o quantità di testo nelle pagine. Il nuovo focus sarà l’autorevolezza dei contenuti offerti rispetto alla concorrenza.

Questo non vuol dire che bisogna cominciare a fare contenuti brevi, ma che la lunghezza del contenuto dovrà essere la normale risultanza della completezza dell’argomento trattato.

Ogni singola Azienda dovrà, quindi, analizzare la propria realtà e adattare questi suggerimenti alle proprie esigenze.

Un B2B di di abbigliamento dovrà interpretare le richieste del proprio target per fornire le risposte più adeguate e non potrà comportarsi allo stesso modo di un B2C dello stesso settore.

Ma le Keyword o parole chiave che fine hanno fatto? Non vanno più utilizzate?

Le analisi effettuate da uno dei più importanti fornitori di tool SEO come SearchMetrics possono darci indicazioni. 

Dalle analisi fatte si può evincere come non vengano più premiati articoli che puntino ad una specifica parola chiave. Nel 2016 solo poco più la metà dei primi 20 risultati di ricerca avevano la key secca inclusa nell’h1 (titolo della pagina). In sostanza Google posiziona  in alto e premia quei contenuti rilevanti che presentino un contesto fatto di parole e frasi correlate all’argomento.

In sostanza, come già detto, viene premiata la naturalezza e la discorsività dei contenuti. I testi superottimizzati per parola chiave non riescono più a guadagnare le prime posizioni.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]Questo vuol dire anche che lo stesso articolo oggi può posizionarsi per più parole chiave correlate tra loro.[/box_frame]

Nel momento in cui un articolo viene riconosciuto rilevante da Google lo posizionerà tra i primi risultati per diverse parole chiave correlate per le quali quell’articolo risulti il miglior logico risultato da offrire.

Sebbene abbia provato a darti in modo semplice una idea abbastanza completa di come si sta evolvendo Google,  gli aspetti da approfondire sono davvero tanti. L’unica cosa che posso ancora fare è darti un mio personale consiglio.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”none” title=”Il consiglio di Massimo Prezioso” inner_style=””]

Smettila di pensare al posizionamento del tuo articolo e concentrati sul tuo visitatore!

Immedesimati in lui, rileggi il tuo articolo prima di pubblicarlo e chiediti: Cosa manca? Come posso fare meglio? Cosa vorrei trovare io se fossi al suo posto?

Se ancora non ti sono chiari tutti i passaggi o se vuoi approfondire in modo completo l’argomento, puoi sempre partecipare al nostro corso  “Come Aumentare i Lead e le Vendite grazie ad un Blog”. Affronteremo questi aspetti in modo completo e, nel limite del possibile, forniremo consigli personalizzati alle singole realtà Aziendali.

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Author: Luigia Gabriele

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