Che fare con gli obiettivi pre-Covid?

sviluppo delle capacità managerialiCapire tutti gli elementi della nuova realtà è un grande lavoro, ma la cosa più importante è che crea un’immagine, una prospettiva totale e ricca dei vostri affari nel nuovo ambiente di oggi. Guardandola vi renderete conto che molti dei vostri obiettivi pre-crisi non sono più realistici. Crescere del 15% aprendo cento nuovi magazzini negli Stati Uniti? Attuare strategie di espansione in Vietnam? Abbandonare tali obiettivi, per ora, non è un fallimento; state affrontando la realtà e proteggendo gli affari. Al loro posto fisserete nuovi obiettivi: l’aumento della quota di mercato, la diminuzione del punto pareggio, creerete nuove proposte di valore per il cliente, questo sarà più utile.

Ad ogni modo la valutazione della nuova realtà e la revisione degli obiettivi è la parte più facile, difficile sarà passare all’azione, rispondere ai nuovi scenari prendendo decisioni sotto stress, gettandovi nel turbinio di cambiamenti rapidi e in un ambiente incerto. I motivi per cui è così difficile affrontare i cambiamenti sono radicati in tutti noi, capirli è la chiave per affrontare le difficoltà e muoversi nel nuovo ambiente più velocemente e più efficacemente dei vostri concorrenti.

Daniel Frei dell’Università di Zurigo, un esperto che studia crisi internazionali a livello governativo, sostiene che Le performance sotto standard per i decision-makers nelle situazioni critiche sono particolarmente comuni”. La sua osservazione può essere tranquillamente applicata anche agli affari. Quello che va male non è un mistero.

Lo psicologo James Thompson ha individuato tre caratteristiche fondamentali che determinano il modo in cui le persone prendono decisioni sotto pressione, e la maggior parte di noi può sicuramente riconoscerle nel proprio lavoro:

1 – Le persone sono ossessionate da problemi insignificanti e ignorano quello che è importante. Questo perché a volte il problema reale sembra spaventosamente grande o impossibile da trattare. Il pericolo è particolarmente acuto oggi perché questa crisi globale è il problema più grande che la maggior parte delle persone d’affari abbia mai incontrato. La tentazione di rinchiudersi sarà più grande che mai.

2 – Le loro percezioni si distorcono. Su qualunque cosa siete focalizzati diventa più grande e più importante nella vostra percezione, così se siete focalizzati su dettagli insignificanti perderete quello che è realmente importante. Se non state guardando lontano, potreste non vederlo e nell’ambiente di oggi siamo tutti particolarmente vulnerabili alla possibilità di guardare dalla parte sbagliata.

3 – Insistono per provare che la loro ipotesi erronea” sulla situazione è in effetti corretta. Tutti nel mondo del business vogliono fare un buon lavoro, ma l’istinto di conservazione è un impulso molto più profondo e molto più potente. Preferiremmo provare a tutti di avere avuto ragione piuttosto di ammettere che abbiamo avuto torto, e questa tendenza può persistere nonostante tutte le ragioni. Nel mondo del business capita continuamente; Famoso il caso di Ken Olsen, fondatore della Digital Equipment Corporation, fece una osservazione memorabile dopo l’abbandono del mercato dei personal computer: Perché mai qualcuno dovrebbe volere un personal computer?”.

Quando il pc è diventato lo strumento più desiderato da milioni di persone che si mettevano in coda per comprarne uno si è mantenuto della sua idea cercando di dimostrare che aveva sempre avuto ragione e che tutti gli altri si erano sbagliati. Digital prima ha vacillato, poi è stata comprata da Compaq ed infine è scomparsa.

manager stressatoAltri ricercatori hanno analizzato come la tensione letteralmente sequestra la capacità di lavorare del cervello. Una piccola tensione è una cosa buona, aumenta l’attenzione, ma oltre un certo limite attiva una parte del cervello chiamata amigdala, centro della memoria emotiva, e avere una opinione chiara diventa praticamente impossibile. Quel punto di passaggio varia per ogni individuo, ma i livelli di tensione in questa crisi possono diventare così alti che quasi nessuno ne sarà immune.Strettamente correlato è l’effetto legato all’incertezza. Le persone detestano prendere decisioni in situazioni d’incertezza e spesso rimangono bloccate: Richard Zeckhauser, professore alla Harvard’s Kennedy School of Government, una volta spiegò che questo è un problema più grande di quello che può sembrare. Rimanere bloccati, credendo di agire, può innescare una spirale negativa di deterioramento delle prestazioni. “Sono un buon giocatore di bridge” ha detto “e ho notato che, incredibilmente, le persone dopo aver ottenuto dei cattivi risultati peggiorano ulteriormente. Questo naturalmente non ha alcun senso, dovrebbero dimenticarsene per non aggravare la situazione.

Marco Masella

Marco Masella

Marco Masella, Presidente della Scuola di Palo Alto e CEO di Profiles International Italy. Studia e approfondisce da sempre le dinamiche aziendali relative al passaggio dall’economia industriale all’economia della conoscenza. Su questa linea di analisi ha sviluppato, negli ultimi anni, un’attenzione e una sensibilità particolari verso le problematiche poste dall’etica, dai valori e dal senso di responsabilità all’interno delle organizzazioni, pensando l’individuo come elemento cardine sul quale investire per garantire rapporti di mutuo profitto.