IL FISCO DIGITALE

Normativa del Fisco Digitale: Nuove Disposizioni e Possibilità di Scelta in nome della Semplificazione

Fisco digitale si o no? Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia avanza con una tale rapidità che spesso non riusciamo a stare dietro alle innovazioni e ai cambiamenti in atto.

Tutto ciò che ci circonda ha attraversato – o sta attraversando – un processo di digitalizzazione per potersi adeguare alle trasformazioni continue del nostro mondo.

In ogni settore è ormai evidente la necessità di passare al digitale per velocizzare i tempi, snellire la burocrazia e consentire aggiornamenti o integrazioni immediate.

L’ambito fiscale non fa di certo eccezione.

fisco digitale

Lucia Bramante, partner di Scuola di Palo Alto, commercialista e revisore legale, esperta in bilancio e diritto societario e tributario e fiscalità d’impresa, ci spiega le caratteristiche del nuovo fisco digitale e le conseguenze che questo ha sulla gestione delle aziende.

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A chi si rivolge la normativa del fisco digitale?

Le disposizioni in materia di fisco digitale interessano i comparti amministrativi delle aziende e in particolare i vertici operativi, responsabili delle decisioni in ambito contabile.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]Il fisco digitale rappresenta un nuovo modo di relazionarsi tra le imprese e l’Agenzia delle Entrate – l’ente preposto agli accertamenti fiscali e alla gestione dei tributi – e prevede una serie di adempimenti obbligatori per le aziende.[/box_frame]

In cosa consistono esattamente tali adempimenti?

Negli ultimi anni, le imprese tra i cui clienti figurano anche aziende che operano nella Pubblica Amministrazione si sono già dovute adeguare alle norme riguardanti la fatturazione elettronica.

Il mezzo elettronico fa sì che le fatture siano immediatamente visibili nel momento della loro emissione, rendendo anche eventuali accertamenti più facili e veloci.

La fatturazione elettronica funziona grazie al cosiddetto SdI (Sistema di Interscambio). Tale sistema permette all’Agenzia delle Entrate non solo di ricevere tutti i documenti in un unico formato più semplice da gestire e controllare, ma anche di inoltrare le fatture direttamente alle amministrazioni destinatarie.

Ebbene, con le nuove disposizioni del fisco, le aziende possono scegliere di adottare la fatturazione elettronica. Possono cioè seguire lo stesso canale e lo stesso tracciato – cioè lo stesso SdI – anche nei confronti di imprese che non operano nella Pubblica Amministrazione.

Quindi le aziende hanno la possibilità di scegliere come agire?


In realtà, anche in assenza di fatturazione elettronica già a regime, le aziende devono comunque inviare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi a tutte le fatture emesse e ricevute utilizzando lo stesso formato della fatturazione elettronica.
Gli invii per il 2017 hanno periodicità semestrale; i successivi sono a cadenza trimestrale. Di fatto la disciplina è nuova e in continua evoluzione, pertanto la periodicità degli invii potrebbe modificarsi ancora.

Non è chiaro se si tratta di un obbligo o di una scelta…

La verità è che siamo in presenza di un paradosso. La normativa prevede sì un obbligo… ma anche la possibilità per le aziende di esercitare un’opzione per il medesimo adempimento.

Se un’impresa dichiara espressamente di comunicare i dati di tutte le fatture emesse e ricevute per un periodo vincolante di cinque anni, ottiene alcuni effetti cosiddetti premiali. Tra questi la riduzione di due anni della finestra temporale in cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare accertamenti e controlli relativi agli anni fiscali rientranti nel quinquennio di opzione.

Entro quando va comunicata questa scelta?

Ad oggi il termine ultimo per comunicare la scelta all’Agenzia delle Entrate è fissato al 31 Marzo 2017.

Sottolineo ad oggi perché le disposizioni sono ancora in divenire. Purtroppo le aziende sono chiamate a definire una linea di comportamento in termini molto brevi nonostante la carenza di informazioni definitive da parte degli organi competenti.

fatturazione eletteronica

Dal punto di vista pratico, cosa comporta una scelta in senso positivo?

Scegliere di aderire al fisco digitale, ivi incluso implementare i processi di fatturazione elettronica, richiede una serie di interventi dal punto di vista non solo fiscale, ma anche informatico e amministrativo.

Nonostante sia stato creato con una logica di semplificazione delle procedure, il sistema della fatturazione elettronica globale rappresenta nell’immediato un costo per le aziende.

Queste devono adeguare i propri sistemi informatici il più rapidamente possibile. Devono, inoltre, formare e preparare il personale all’utilizzo di tali software e cambiare il modo di raccogliere e divulgare le informazioni.

Si tratta, quindi, di un investimento effettivo in termini sia di costi sia di tempo e sforzi reali.

Non dimentichiamo, poi, che dover comunicare immediatamente le informazioni fiscali attraverso il canale telematico, viene visto dalle aziende come un esercizio di eccessivo controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Di fatto viene percepito come un limite alla propria libertà di gestione.

Molte imprese non sono pronte o, semplicemente, non ne sanno abbastanza per prendere una decisione in tempi così brevi.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”none” title=”Il consiglio di Lucia Bramante” inner_style=””]

A tutte le aziende suggerisco di attivarsi tempestivamente per valutare le opportunità dell’opzione. Approfondire la materia e analizzare i pro e i contro che potrebbero derivare da una scelta positiva. Purtroppo la scadenza è vicina e la formazione del personale nonché le necessarie implementazioni informatiche richiedono del tempo. Non aspettate! Ponderate e comunicate la vostra scelta!

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Author: Valeria Carcaiso

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