Israel Valley Tour. Tra Sistemi HI-TECH e Start-up all’avanguardia

A CACCIA DI INNOVAZIONE NELLA SILICON VALLEY ISRAELIANA

Apple, Pixar, Microsoft, Google, Amazon, Facebook, Twitter, Wikipedia, Yahoo!, YouTube.

Chi non ha mai sentito parlare di questi colossi del nostro tempo? Impossibile non conoscerli, dato che i loro prodotti e servizi fanno ormai parte della vita quotidiana di ognuno di noi.

Tutte queste aziende hanno una cosa in comune: sono sorte in uno dei luoghi più prosperi al mondo, la Silicon Valley nella Baia di San Francisco.

Accomunate da una forte tendenza all’innovazione e dal supporto dei vicini centri di ricerca universitari, queste realtà hanno saputo emergere e svilupparsi in un mondo in costante evoluzione.

Migliaia di imprenditori visitano regolarmente le aziende della Silicon Valley attraverso “study tour”. Sono viaggi organizzati per comprendere il segreto del successo di queste imprese e cercare di applicarne i principi alla propria organizzazione.

Tuttavia, mentre il sito californiano è assai familiare al grande pubblico, esiste un altro luogo – forse meno conosciuto in questi termini, ma geograficamente molto più esteso – in cui la concentrazione di aziende hi-tech caratterizzate da un alto grado di innovazione è altrettanto elevata. Stiamo parlando dello Stato di Israele.

Come ha fatto questo piccolo Paese, con le sue innumerevoli e oggettive difficoltà geopolitiche, a sviluppare un modello di innovazione tecnologica così efficace?

Marco Masella, presidente di Scuola di Palo Alto, esperto di dinamiche organizzative e sostenitore dei principi di solidità e positività nei contesti aziendali, ci spiega in cosa consiste l’unicità del modello israeliano e come possono trarne beneficio anche gli imprenditori italiani.

*****

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”INDICE DEI CONTENUTI” inner_style=””]

[/box_frame]

*****

Marco Come nasce l’interesse per Israele?

Scuola di Palo Alto ha cominciato a coltivare un interesse nei confronti di Israele e del suo modello di sviluppo grazie al libro Israël Valley – Lo Scudo Tecnologico dell’Innovazione di Edouard Cukierman. E’ un’opera che la scuola ha fortemente voluto tradurre dal francese, inserendola nella propria linea editoriale affinché fosse fruibile anche dai lettori italiani.

In questo testo –che definirei “illuminante”– vengono descritti i fattori che hanno determinato il successo del modello di innovazione tecnologica israeliano.

Inoltre, la recente presentazione del libro a Milano ha fornito al pubblico italiano l’occasione di conoscere Cukierman di persona. Si è anche entrarati in contatto con il suo importante fondo di investimento, attivo fin dal 1993.

mappa delle Start-up in Israele
mappa delle Start-up in Israele

Quali sono gli elementi che caratterizzano il“modello israeliano”?

L’affermazione del modello israeliano si basa su elementi molto diversi tra loro, ma in qualche modo complementari.

Innanzitutto, parte dal sostegno incondizionato del Governo e la consapevolezza della necessità di investire in Ricerca&Sviluppo.

Il modello viene poi sorretto da un sistema educativo e universitario solido strettamente legato al mondo aziendale.

La presenza di un’industria militare all’avanguardia ha inoltre permesso di trasferire in ambito civile molte scoperte e innovazioni.

Per quanto riguarda l’aspetto più strettamente economico, il contributo di numerosi fondi e venture capitalist ha favorito la nascita di start-up di successo.

Infine, non bisogna dimenticare l’elemento sociale. La coesistenza di tantissime etnie, le cui differenze hanno finito per essere fonte di ricchezza,e la forza di un’eredità storico-religiosa unica al mondo.

Dalle stampanti 3D alle nanotecnologie, Israele vanta la paternità di alcune fra le procedure industriali più avanzate di tutto il globo.

Ed ecco spiegato perché aziende come Microsoft, Google, Apple, Intel, Samsung, HP, Siemens, Philips, Toshiba, Barclays– solo per citarne alcune – hanno scelto questo Paese per i loro investimenti.

Da dove arriva l’idea per un tour nella Israel Valley?

L’idea dell’Israel Valley Tour strizza l’occhio agli study tour organizzati regolarmente nella Silicon Valley californiana.  Centinaia di imprenditori italiani si recano in California per carpire i segreti del successo dei grandi colossi tecnologici made in USA. Ottima occasione anche per conoscere molti compatrioti che “ce l’hanno fatta” mettendo a frutto oltreoceano il loro talento.

In particolare, il progetto nasce dalla collaborazione della scuola con Roberto Bonzio, grande giornalista che nel 2011 ha lasciato il posto fisso con grande coraggio per dare vita a Italiani di Frontiera.

 

Di fatto un viaggio, un’esperienza formativa, un esperimento culturale e un’opportunità di sviluppo.

Lo scopo di IdF è proprio quello di esaltare il talento e lo spirito di impresa degli imprenditori italiani. Questo grazie al confronto con quelle aziende e quei manager che hanno saputo liberarsi dai modi di pensare e agire obsoleti che frenano l’innovazione.

Noi ci ispiriamo molto a questi principi.

Qual è concretamente l’obiettivo dell’Israel Valley Tour?

Attraverso l’Israel Valley Tour, il nostro obiettivo è quello di far conoscere agli imprenditori italiani le realtà straniere di successo affinché ne traggano ispirazione per portare innovazione nella propria azienda.

[inlinetweet prefix=”” tweeter=”@paloaltoscuola” suffix=”#IsraelValleyTour”]Vogliamo che i nostri manager aprano la mente, si mostrino curiosi, provino a cogliere le novità e a immaginare un futuro diverso.[/inlinetweet]

L’innovazione rientra spesso nella mission delle aziende, ma non è facile metterla in atto su due piedi.

Noi vogliamo mostrare agli imprenditori italiani che l’innovazione è possibile e che può assumere forme molto diverse, nascondendosi in un nuovo approccio, in un nuovo modo di fare le cose, in una nuova struttura organizzativa, per esempio.

[inlinetweet prefix=”#IsraelValleyTour” tweeter=”@paloaltoscuola” suffix=”Israel Valley”]Ognuno di noi è diverso e trova affascinanti cose diverse.[/inlinetweet]

Per questo puntiamo a un tour che coinvolga una vasta gamma di aziende appartenenti agli ambiti più disparati. Aziende che siano innovative in modo unico e originale. Ciascun manager potrà capire quale è più affine al proprio modo di concepire e gestire il business. Potrà in questo modo trarre il maggior beneficio possibile dall’esperienza.

Quello che auspichiamo è che scatti una sorta di “clic” tra il singolo imprenditore e un’idea, un approccio, un concetto che possano essere rielaborati, riadattati e implementati nella propria realtà.

Come è strutturato il tour dal punto di vista pratico?

L’esperienza nel suo complesso sarà divisa in tre fasi:

  • una iniziale preparatoria,
  • il viaggio vero e proprio
  • una finale di follow-up.

L’incontro pre-tour ha lo scopo di porre le basi:

  • Qual è l’obiettivo del viaggio?
  • Quali aziende si visiteranno?
  • Perché sono state scelte?
  • Chi si incontrerà?

Inoltre, in questa fase, è importante che i partecipanti si facciano un’idea ben chiara del Paese che li ospiterà. Questo affinché non confondano le caratteristiche proprie del luogo – il suo background sociale, politico, culturale – con quella che ai loro occhi può apparire come un’innovazione semplicemente perché in Italia uno specifico concetto o un dato approccio non esistono ancora.

[heading2 class=”” style=”” title=”Israel Valley Tour” pitch_text=”Il tour si sviluppa nell’arco di una settimana in cui i partecipanti visiteranno due aziende al giorno. Una in mattinata e una nel pomeriggio, per un totale di dieci imprese diverse.”]

Dopo il rientro, i manager parteciperanno a un incontro conclusivo. Qui cercheranno di fare uno sforzo per provare ad applicare ciò che hanno visto in Israele alla loro realtà quotidiana. Lo faranno adattando le innovazioni che li hanno colpiti al loro contesto specifico, esaltandone gli aspetti positivi senza però perdere la propria identità nazionale.

Non dimentichiamo che questo viaggio non vuole essere una vacanza, bensì una reale opportunità di crescita e sviluppo che non bisogna lasciar cadere nel vuoto ma cogliere e concretizzare.

Israel Valley Tour
Foto di Matty Stern/U.S. Embassy Tel Aviv. La visita di Ernest Moniz, Segretario per l’Energia Americano in Israele lo scorso anno

Come vengono scelte le aziende che verranno visitate durante il tour?

Le aziende a cui faremo visita sono sia imprese consolidate presenti sul mercato da molti anni, sia startup e appartengono ai settori più diversi.

Ognuna di esse è caratterizzata da un qualche grado di innovazione, che rimane la chiave di tutto.

Ciò che è importante sottolineare è il modo in cui queste aziende concorrono alla prosperità della nazione.

Si tratta di una struttura organizzativa che ricalca il modello della Silicon Valley californiana e che vede la stretta collaborazione di tre realtà distinte:

  • una grande impresa che fa da nucleo centrale,
  • un polo universitario all’avanguardia e
  • una rete di numerose startup che mettono in comunicazione il mondo economico e quello della ricerca.

Solitamente queste due entità faticano a comunicare, perché la loro mission è molto diversa: più concreta e orientata al profitto nel primo caso, più astratta e finalizzata a uno sviluppo fine a se stesso nel secondo.

Le startup rappresentano l’anello mancante che, di fatto, ha permesso il successo del modello.

 

Il contesto geo-politico israeliano non rischia di ostacolare il progetto?

Al contrario! La ricchezza del contesto sociale – dal punto di vista storico, linguistico, religioso, etnico e culturale – è proprio ciò che lo facilita.

La forma mentis degli israeliani favorisce lo scambio di idee e il dialogo proprio come avviene nella Silicon Valley.

Tuttavia, il successo americano non ci stupisce, mentre quello di Israele sì.

Il motivo è chiaro: non riusciamo a capire come abbia fatto un Paese così piccolo eppure così complesso a prosperare.

In realtà il segreto di questo successo è semplice ed è racchiuso in tre parole: positività, solidità e resilienza.

Se gli individui sono sicuri di sé stessi e delle proprie capacità, lavorano in modo tranquillo, agevolano la collaborazione e sono molto preparati grazie a un sistema educativo efficiente. E’ per questo che riescono a superare i problemi e a svilupparsi nonostante le difficoltà oggettive del contesto.

Le aziende israeliane hanno raggiunto un elevato grado di innovazione. Sono in grado di offrire ai propri collaboratori un ambiente lavorativo stimolante, piacevole e divertente grazie alla loro solidità di base.

Queste organizzazioni hanno dimostrato che è possibile prosperare anche nelle avversità. Costituiscono un esempio a cui gli imprenditori italiani dovrebbero ispirarsi.
[box_frame title=”Il consiglio di Marco Masella” width=””]

Siate curiosi nei confronti del nuovo.

Frequentate fiere di settore, favorite lo scambio di idee con partner stranieri, raccogliete informazioni, confrontatevi con i vostri omologhi internazionali, cercate di concretizzare le idee che avete per capire se funzionano.

Potreste avere un’idea brillante per poi scoprire che è già stata implementata altrove.

Cogliete ogni opportunità che vi si presenta e non lasciate nulla di intentato.

Cercate l’innovazione in tutto quello che fate e la troverete dove meno ve l’aspettate.

[/box_frame]

Author: Valeria Carcaiso

Lascia un commento