La Fatturazione Elettronica

Ormai ci siamo! È quasi tempo di fatturazione elettronica, le date ufficiali sono il 1^ luglio 2018 e il 1^ gennaio 2019.

Oggi parleremo proprio di fatturazione elettronica e delle relative modifiche che entreranno in vigore dal 1 luglio 2018. Lo facciamo con Lucia Bramante dottore commercialista e revisore contabile da oltre vent’anni nonché trainer della Scuola di Palo Alto in materia fiscale.

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Quali sono le differenze tra le due date e chi sono i soggetti coinvolti?

È vero, ormai i tempi sono ristretti, almeno per la prima scadenza del 1^ luglio 2018, data a partire dalla quale diventerà obbligatoria in “anteprima” l’emissione della fattura elettronica per i rifornimenti di carburanti e per la filiera delle imprese nei rapporti con la pubblica amministrazione.

A partire dal 1^ gennaio 2019 l’obbligo di fatturazione elettronica verrà generalizzato a tutti i rapporti tra imprese (cosiddetti rapporti B2B) per tutte le transazioni nazionali e anche nei confronti del consumatore finale (cioè nei rapporti B2C).

Tutti gli operatori, o quasi, saranno quindi tenuti ad emettere la fattura nel formato XML che caratterizza la fattura elettronica.

Restano esclusi da quest’obbligo solo i soggetti che aderiscono al regime fiscale agevolato per contribuenti minori, come ad esempio i forfettari.

È bene quindi arrivare a queste date preparati sia per emettere che per ricevere le fatture secondo le nuove modalità.

In pratica chi sarà coinvolto già a partire dal 1^ luglio 2018?

In merito al rifornimento di carburanti, il 1^ luglio 2018 la vecchia scheda carburante andrà in pensione e si passerà oltre che alla fattura elettronica obbligatoria anche all’obbligo di pagamento elettronico o comunque tracciabile, con la conseguente necessità di individuazione automatica dell’impresa/soggetto che effettua il rifornimento.

Questo aspetto riguarda oltre che le imprese del settore anche tutte le aziende che hanno un parco automezzi e che devono conseguentemente gestire il relativo flusso documentale.

Gli altri soggetti coinvolti sono quelli della filiera delle imprese che hanno rapporti con la pubblica amministrazione. Attualmente la fattura elettronica è obbligatoria per i soggetti che emettono fattura verso la P.A.

Dal 1^ luglio 2018 l’obbligo è esteso a tutti coloro che, in presenza di sub-appalto o sub-contratto, intervengono, anche indirettamente, nei rapporti con la P.A.

Quindi, di primo impatto si potrebbe pensare a un numero ristretto di soggetti, ma non è così.

Basti pensare ad esempio ad un’impresa che si aggiudica un appalto edile con la P.A. e si rivolge ad un professionista o artigiano per sub appaltare una parte dei lavori: in questo caso il professionista o artigiano sarà tenuto ad emettere fattura elettronica.

Ha parlato di un formato particolare della fattura elettronica, XML se non sbaglio. Di cosa si tratta e cosa comporta questo nuovo formato?

Si esatto.

La fattura elettronica avrà questo preciso formato, non agevolmente leggibile ma che consente una codifica standard delle informazioni e pertanto la facile comprensione, elaborazione e archiviazione dal punto di vista informatico.

La standardizzazione della fattura dovrebbe consentire una progressiva totale digitalizzazione del ciclo attivo e passivo delle imprese.

La trasmissione del documento dal fornitore al cliente dovrà inoltre obbligatoriamente avvenire per il tramite del sistema di interscambio.

Cos’è il sistema di interscambio?

Possiamo descriverlo come l’enorme cervellone dell’AE che riceve tutto il flusso di fatture elettroniche, sarà in grado di leggere il destinatario, di smistarle e procedere all’inoltro.

Non a caso nella fattura elettronica dovrà essere indicato l’indirizzo PEC del destinatario della fattura o, nel caso di PA o di soggetto che lo abbia richiesto, il codice univoco di identificazione.

Il passaggio/invio attraverso il SdI è obbligatorio, è una sorta di intermediario tra chi emette la fattura e chi la riceve.

Naturalmente il SdI effettua anche tutte le comunicazioni di invio, ricezione e accettazione che verranno automaticamente inoltrate al soggetto emittente.

Sembra un procedimento lungo e laborioso, ma in realtà i tempi saranno ristretti grazie alla digitalizzazione del sistema.

L’acquisizione della fattura da parte della AE dovrebbe garantirne anche la sua conservazione (per ora si parla solo di validità della conservazione ai fini fiscali, ma è auspicabile che la stessa venga estesa anche ai fini civilistici).

Quali saranno i grandi cambiamenti in ambito amministrativo con l’avvento della fatturazione elettronica?

L’obbligo alla fatturazione elettronica viene principalmente introdotto per contrastare l’evasione fiscale dell’IVA.

Come già detto la fattura elettronica verrà inviata al SdI e sarà automaticamente recepita dall’AE, che potrà in questo modo avere una visibilità in tempo reale dell’operatività aziendale.

L’addio alla carta e la completa informatizzazione dei processi comporterà nuove metodiche di organizzazione del lavoro amministrativo.

Cambieranno anche alcuni adempimenti fiscali, già annunciato il pensionamento dello spesometro, essendo tutto tracciato non sarà più necessaria la sua compilazione, sostituito da un “esterometro” che riguarderà le fatture emesse e ricevute nei rapporti con i soggetti esteri.

Possiamo quindi dire che l’Italia sta avviando finalmente un processo di digitalizzazione con questa innovazione.


No, non direi che sta avviando…, ma sta progressivamente uniformando il sistema!

Il nostro paese non è totalmente avulso alla fatturazione elettronica.

Infatti, già dal 2014, le fatture emesse nei confronti della P.A. devono rispettare il formato elettronico, adesso però è arrivato il momento di estendere questo obbligo a tutti!

Un’ultima domanda, dal punto di vista sanzionatorio ci sono particolari aspetti che dovranno essere considerati se l’impresa non dovesse essere pronta in tempo utile?

Come per tutti gli adempimenti obbligatori non mancano le sanzioni.

In particolare per i soggetti che non emetteranno la fattura nel formato XML strutturato e non la veicoleranno attraverso il SdI, la fattura verrà considerata come non emessa.

La sanzione equivarrà ad un importo che varia dal 90% al 180% dell’IVA non correttamente documentata.

Analogamente per i soggetti che portano in detrazione l’IVA addebitata dai loro fornitori utilizzando fatture non elettroniche la sanzione sarà pari al 100% dell’IVA non correttamente documentata, con un minimo di € 250.

Quindi potrebbe essere consistente l’aggravio in termini sanzionatori in caso di mancato avvio dei processi di fatturazione elettronica nei termini di legge.

C’è però una bella notizia, la legge di stabilità 2018 riduce di due anni il termine di decadenza per le attività di accertamento in materia di IVA e imposte dirette per i soggetti passivi che, oltre ad emettere e ricevere fatture in formato elettronico, garantiscono la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati per tutte le operazioni con un ammontare superiore ad € 500 (in luogo dei precedenti € 30).

Anche questo aspetto dovrebbe essere per tempo considerato ed implementato dalle imprese, per trarne i conseguenti benefici.

Per un più dettagliato approfondimento insieme alla Scuola di Palo Alto abbiamo organizzato un corso sulla Fatturazione Elettronica per mettere a fuoco tutti i dettagli delle novità in arrivo.

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Author: Valeria Carcaiso
Milanese di nascita, cittadina del mondo per scelta, Valeria ha fatto della passione per tutte le lingue e le culture la sua professione. Innamorata della Lingua Italiana in ogni sfaccettatura, mette le sue capacità di scrittura, editing e traduzione al servizio degli argomenti più diversi con l’obiettivo di diffondere conoscenza ad ampio raggio.

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