LE NUOVE PROFESSIONI DIGITALI

Il 47% dei Direttori HR pensa che nei prossimi 2 anni la trasformazione digitale genererà nelle Aziende una richiesta di nuovo personale.

È questa una ipotesi attendibile?

E se sì, quali saranno le professioni più richieste?

Con questo articolo voglio iniziare ad affrontare alcuni argomenti legati alle nuove professioni digitali ed al loro inserimento in azienda.

Avere una chiara idea di come si muove il mercato digitale è di fondamentale importanza per definire le strategie aziendali.

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Le professioni digitali

Con oltre 175 mila annunci di lavoro dai portali Web in soli 3 anni, con una crescita media del 46% e con punte che toccano anche il 90% di incremento, il digitale si pone come un settore in fortissima crescita.

Gran parte degli HR e delle Direzioni Risorse Umane hanno già piena consapevolezza dell’impatto che la Digital Transformation avrà sul mondo del lavoro nel prossimo futuro.

Le richieste che già si registrano sono legate a:

  • la richiesta di nuove professionalità digitali;
  • la necessità di un aggiornamento continuo delle competenze digitali in azienda;
  • la revisione continua dei processi.

“Nei prossimi anni, la competitività e la sopravvivenza stessa delle organizzazioni dipenderanno dalla capacità di trasformare processi, prodotti e modelli di business per rispondere alle sfide della rivoluzione digitale. Alla radice di questa capacità, ancor prima che le risorse tecnologiche e finanziarie, ci saranno le competenze interne, il capitale umano dell’organizzazione”.


La Commissione Europea stima il fabbisogno di nuove professioni digitali tra le 500mila e le 700mila posizioni entro il 2020.

 

Ma quali sono queste nuove professioni digitali?

Sono due le aree maggiormente richieste nel digital.

  1. Una legata prevalentemente al BUILD.
  2. L’altra legata al MANAGE.

professioni digitali

 

L’interesse predominante per le competenze nell’area BUILD, è legato in prevalenza alla progettazione, sviluppo e integrazione dei sistemi.

L’area di MANAGE, invece, sempre più rilevante, è associata alle “soft skill” come doti relazionali, lavoro in team, predisposizione ai rapporti e professionalità.

 

Come mai si respira uno stato di confusione in merito alle nuove professioni?

L’errore di fondo, alimentato in questi ultimi anni, è stato quello di confondere le due aree (BUILD e MANAGE) e di attribuire a professionisti dell’area Build competenze assolutamente non congrue alla loro formazione.

Mi spiego meglio.

Nell’uso comune vi è la tendenza ad associare il termine digitale al mondo dell’informatica, finendo inevitabilmente per concentrarsi sulle infrastrutture tecnologiche.

Ma, da qualche anno a questa parte, Internet è ben più che un luogo informatico: Internet è un mondo di mondi in cui parlare diversi codici, comunicare con diversi linguaggi.

Dunque è importante considerare non più solo il codice informatico, ma anche quello “umanistico” legato alle materie del marketing e delle comunicazione.

Con il codice informatico si creano le infrastrutture, con quello umanistico si possono esplorare questi mondi, creando, modificando, condividendo.

professioni digitali

È grazie al codice informatico che si può essere on line, ma grazie a quello umanistico si può vivere il web.

 

Le professioni digitali più richieste

Eccole, allora, le prime sei professioni digitali più richieste del momento.

 

COMMUNITY MANAGER ( o Social media Manager)

Definito “il professionista digitale delle 3 C” perché Comunica, Coinvolge, Cura la community online.

È chiamato anche Social Media Manager ma il suo lavoro non si esaurisce sui social.

Le sue mansioni si estendono sui forum, siti web e sui blog attraverso la gestione e la moderazione di contenuti e commenti.

Il suo compito è quello di pubblicare contenuti interessanti e appetibili, dialogare con la community e controllare i contenuti.

Fino ad oggi questo ruolo è stato ricoperto da una figura esterna alla azienda, nella maggior parte dei casi è stato svolto dalla agenzia di comunicazione.

La situazione, però sta cambiando: le emergenti ricerche di mercato indicano una pressante richiesta di contenuti specifici e “quasi in tempo reale” da parte dei consumatori on line.

I consumatori vogliono vivere l’azienda quotidianamente e desiderano parlare di contenuti originali con il brand: le aziende, di conseguenza, iniziano ad adeguarsi portando questa figura all’interno.

 

DIGITAL ADVERTISER

Ha il compito di massimizzare l’audience raggiunta per il proprio cliente, e decidere in che modo spendere il budget pubblicitario dell’azienda.

In passato il suo ruolo prevedeva l’acquisto di spazi pubblicitari, mentre oggi prevede l’acquisto di traffico sul proprio sito web.

Fondamentale per questa figura è l’utilizzo corretto di piattaforme come Facebook o Linkedin, oltre che un approfondito studio di Google Analytics.

 

DIGITAL PR

Il Digital PR fa un lavoro simile a quello di un PR “tradizionale”: organizza eventi e ha contatti con persone influenti, ma il suo “luogo” di relazione è il web.

Il Digital PR costruisce strategie e operazioni di comunicazione che coinvolgono on line persone autorevoli e influenti (gli influencer).

Ha il compito di entrare in contatto con gli influencer, costruire eventi fisici o digitali e far parlare (anche attraverso un passaparola virtuale) di un prodotto o di un’azienda.

 

WEB ANALYST

È la figura che si occupa dei dati di performance.

Egli valuta, cioè, l’efficacia della campagna di advertising, attraverso gli Analytics di Google e delle varie piattaforme social.

Il ruolo del web analyst è quello di analizzare e confrontare tra loro i dati degli utenti che accedono al sito web dell’azienda in questione, per comprenderne i principali interessi e le azioni che compiono.

 

WEB DESIGNER

Fino a qualche anno fa il web designer poteva essere considerato come colui che progettava la comunicazione visiva di un sito e creava le singole pagine web.

Oggi la situazione è notevolmente mutata per questa figura professionale.

L’aspetto grafico di un sito, la sua riuscita comunicativa e il coinvolgimento emotivo degli utenti che lo visitano diventano elementi secondari nella realizzazione di un sito web, qualunque sia la sua funzione rispetto alla strategia on line.

Oggi il web designer si occupa sopratutto di UX (User Experience), ovvero progetta e sviluppa siti web orientati ad una buona esperienza di navigazione dell’utente.

In sostanza mette al centro l’utente e la sua navigazione on line, restituendogli un luogo (sito) in cui sentirsi a proprio agio ed in cui interagire con l’azienda.

Il web designer è quindi il responsabile finale della qualità di un sito web e garantisce che i siti siano, non solo attraenti dal punto di vista grafico, ovvero che abbiano un buon impatto visivo, siano semplici da navigare, compatibili con le esigenze degli utenti e sempre accessibili, in sostanza che performino nella User Experience.

 

CHIEF DIGITAL OFFICER (o Web Marketing Manager)

Ultimo ma non meno importante il Chief Digital Officer o Web Marketing Manager.

Al Web Marketing Manager è affidato il compito di sviluppare le strategie di web marketing più idonee, avendo cura di integrarle con le attività off line.

Attualmente in azienda questa posizione è ricoperta dal Marketing Manager tradizionale che ha in carico anche l’area Digital.

Anche per questa figura, strategica per l’azienda, sono in atto innumerovoli cambiamenti.

La costante diviene l’aggiornamento continuo.

Al Web Marketing Manager è richiesta la

  • definizione della strategia on line, identificando obiettivi, KPI e metriche.
  • supervisione per la costruzione di una Costellazione Web Corporate, capace di intercettare le Personas.
  • verifica costante del posizionamento della azienda, attraverso percorsi SEO e SEM.
  • nonchè il monitoraggio dei risultati, mediante l’integrazione degli strumenti con i tool di analisi più performanti

Pertanto se da una parte è fondamentale che il Web Marketing Manager integri le strategie off line con quelle on line (situazione che spinge molte aziende ad affidare entrambe le competenze ad un solo Marketing Manager), è anche vero che questo dovrà dotarsi di uno staff in grado di attivare interamente i passaggi chiave per implementare la strategia.

 

Perché è importante averle in azienda?

Il bisogno di potenziare ed inserire nuove professioni digitali in azienda è essenzialmente legato all’innovazione (di prodotti, di processi, di strategie) in logica digitale.

Secondo un’indagine portata avanti dall’Osservatorio delle Competenze Digitali su un panel di Aziende ed Enti Pubblici, le competenze più critiche per tutti sono nelle aree della definizione strategica, della gestione del cambiamento, dell’innovazione e della sicurezza.

 

Nei prossimi anni l’Industria 4.0 sarà la priorità di molte aziende soprattutto del settore manifatturiero.

 

Le prime funzioni aziendali impattate dalla digitalizzazione, soprattutto sulla spinta del Mobile e dei social, sono state e continueranno ad essere il Marketing, la Comunicazione, l’Assistenza Clienti.

Portare le risorse digital in azienda diventerà una leva strategica molto importante perché permetterà di raggiungere molti obiettivi di innovazione e sciogliere diversi nodi aziendali, tra cui:

  • avere il pieno controllo (strategico) delle operazioni intraprese on line;
  • accelerare i tempi di risposta al mercato;
  • creare una cultura digital interna.

Portare la cultura digital in azienda permetterà veramente alle imprese di entrare nel mercato digitale.

 

Dove trovare figure specializzate?

Dove cercare le figure digitali

 

Quando parliamo di risorse digital esistono due luoghi in cui si può cercare:

  1. IN AZIENDA
  2. NEL WEB.

 

Se il web è un luogo ovviamente strategico per la ricerca di figure digital, e quindi più scontato, non è da meno l’azienda.

L’azienda potrebbe riservare interessanti sorprese in termini di opportunità di risorse digital, spesso ahimè sottovalutare.

Si, parlo proprio dell’azienda.

 

Una prima valutazione interna dello stato di digitalizzazione dell’azienda potrebbe far emergere interessanti opportunità legate a figure da riconvertire e/o ulteriormente specializzare.

Un grafico può essere specializzato in web designer e dedicarsi prontamente e quotidianamente ai siti web di proprietà della azienda, riducendo i tempi di risposta verso il mercato da una parte e le esigenze della azienda dall’altra.

Ho operato recentemente proprio in tale direzione, riconvertendo l’intera area grafica interna di una azienda del settore Benessere.

Grazie ad un percorso dedicato e a momenti di approfondimento in sede,  è stato possibile supportare l’azienda  e trasferirle numerosi benefici:

  • migliorare la competitività  dell’area interna e conseguentemente dell’intera azienda on line
  • aumentare il processo di consapevolezza del digital
  • ridurre tempi di attesa e passaggi tra azienda ed agenzia
  • essere più reattivi ai mercati
  • ottimizzare User Experience
  • integrare maggiormente canali di comunicazione tradizionali ed on line definendo meglio Personas e Customer Journey.

 

Come trovarle?

Il modo migliore per ricercare nuovi profili digitali è immergersi nel mondo digitale.

Anche il recruiting si è adattato alle logiche del web.

I social sono diventati una parte importante del processo di ricerca: Linkedin rimane il prezioso alleato per la ricerca di professioni digital (e non solo) sempre più qualificate.

Facebook e Twitter sono anche molto usate per conoscere l’attività social del vostro candidato ma attenzione a non violarne la privacy.

I social media dunque possono dirvi sicuramente di più circa una persona, ma non possono sostituire le fonti di verifica tradizionali.

Social Recruiting e Employer Branding aiutano sicuramente nelle differenti fasi del processo di Talent Acquisition, e sono molto utili nella primo livello di selezione e come cassa di risonanza.

I processi di colloquio e la verifica delle competenze, ovviamente organizzate in funzione delle specifiche capacità nel campo del digital, restano il punto cardine per selezionare una figura digitale allineata agli standard aziendali.

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Avere solo una struttura esterna che curi tutta la presenza on line non vi renderà competitivi nei prossimi anni.

Se non lo avete ancora fatto iniziate a ipotizzare un percorso di inserimento in azienda di risorse dedicate al mondo digital.

Iniziate guardando prima in l’azienda: potreste trovare risorse che opportunamente riconvertite o ulteriormente specializzate potrebbero, nel breve, dare un grande vantaggio competitivo all’ azienda, riducendo notevolmente l’impatto sulla azienda stessa.

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Author: Scuola di Palo Alto

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