Scuola Di Palo Alto > Blog > Digital > Lead generation: un caso pratico

Lead generation: un caso pratico

lead generation 3Abbiamo già parlato di Lead Generation, abbiamo spiegato come funziona ma, vediamo un caso pratico.

Per stendere strategie di Lead Generation è utile valutare esempi e casi che hanno funzionato.

Ti racconterò una storia interessante. Prima di iniziare però, cerchiamo di capire cosa significa lead. Il significato è piuttosto intuitivo. Con la parola “lead” ci si riferisce ad un “contatto”, ovvero una persona che ha mostrato interesse per un contenuto e che ha lasciato i suoi dati di contatto (e-mail, numero di telefono o indirizzo) in cambio di queste informazioni. Si tratta di un utente che conosce il tuo prodotto o servizio e che, soprattutto, puoi ricontattare. Cosa esiste di più prezioso?

Partiamo da un presupposto fondamentale: per richiedere dei dati occorre avere una Privacy Policy aggiornata e riportata sul proprio sito web.

legge privacy inserzioniAcquisire contatti non è uno scherzo, la legge parla chiaro, i nostri clienti devono essere ben informati sul trattamento dei dati personali che ci forniscono. Le pene sono molto severe pertanto vale la pena di investire tempo e denaro per mettere in ordine questo aspetto prima di cominciare. modulo contatto

Per raccogliere contatti, ci occorrono inserzioni e campagne web appositamente create per l’acquisizione di lead. Le inserzioni per acquisire contatti includono un modulo di contatto che permette alle persone di mostrare interesse per un prodotto o servizio compilandolo con i propri dettagli e consentendo all’azienda di contattarle successivamente. Nel modulo puoi richiedere e-mail o informazioni di contatto delle persone che cliccano sulla tua inserzione. L’invio delle informazioni non può prescindere da una Privacy Policy chiara che gli utenti possono consultare prima di cliccare su “INVIA”.

Sistemati gli aspetti “legali”, possiamo procedere con il vero e proprio progetto di generazione di lead.

Il caso che voglio raccontarti è relativo al mercato della formazione.  Si tratta di una scuola di formazione del settore beauty.

L’obiettivo è chiaro: trovare nuovi lead.

Per prima cosa occorre capire qual è il target a cui ci rivolgiamo. Possiamo evincere i caratteri distintivi del “lead tipo” attraverso un’analisi della tipologia di pubblico che frequenta le pagine social della scuola: donne, interessate all’ambito estetico, non necessariamente professioniste del settore, dai 26 ai 55 anni, provenienti da tutta Italia.

Le regole sono semplici: attrarre traffico, convertire il traffico in lead (contatti), trasformare i lead in clienti, farli innamorare del marchio e dei servizi che propone.

  1. attrarre traffico: la produzione di contenuti interessanti per quel target è chiaramente il primo step da compiere. Non ci si deve aspettare un ritorno immediato, sarebbe un errore di valutazione fatale. Il lead va nutrito (si parla proprio di Lead Nurturing) piano piano, va curato come una piantina che ha bisogno di crescere sana e rigogliosa. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo creato dei contenuti semplici e di effetto per attrarre visitatori e suscitare curiosità (foto di prima e dopo con e senza trucco, foto con problemi estetici evidenti, risolti attraverso gli strumenti messi a disposizione dei corsi di formazione della scuola, contenuti esplicativi in merito ai benefici che i potenziali clienti dei potenziali corsisti avrebbero potuto ottenere con i servizi di estetica proposti e molto altro ancora). guida leadI visitatori hanno cominciato a porre domande, magari non direttamente sui corsi, sui trattamenti, su come fosse possibile raggiungere risultati simili con dei trattamenti estetici, sulle tempistiche, i costi e i guadagni potenzialmente generabili da tali trattamenti). Cosa non stavamo facendo? Vendendo i corsi. Non è un caso, non lo è affatto. Le foto, le video spiegazioni, i post prodotti hanno cominciato ad essere condivisi, il traffico piano piano è arrivato.
  2. convertire il traffico in lead: il traffico non serve a nulla se non ci puoi “lavorare”. Era giunta l’ora di convertire il mero visitatore in lead. Sono state create delle grafiche ad hoc, studiate per attrarre quel determinato tipo di target: colori che avessero un’attrattiva particolare per il mondo femminile, fotografie di qualità, messaggi che avessero un appeal incredibile per le “beauty victim“. Abbiamo creato contenuti gratuiti da offrire ai lead, guide utili per raggiungere servizi estetici di livello, guide per gestire i loro centri estetici, il loro business nel make-up o assaggi relativi al mondo della moda. Abbiamo creato questionari con delle mini-guide di consulenza di immagine. I contatti sono arrivati, quelli che prima erano solo visitatori, sono diventati lead.
  3. trasformare lead in clienti: la scuola aveva ora i suoi numeri di telefono ed indirizzi e-mail sui quali lavorare. Il lead nurturing non si esaurisce una volta che hai ottenuto un indirizzo e-mail. Può costarti molto una scelta simile. Abbiamo cominciato a creare dei flussi di email periodiche che fornissero altri contenuti utili di livello superiore rispetto ai primi che abbiamo omaggiato. La scuola si è così guadagnata la fiducia dei lead, è diventata una fonte autorevole del settore, meritevole di essere ricontattata per la fornitura dei suoi servizi di formazione. I corsi a quel punto si sono quasi venduti da soli.
  4. far innamorare il cliente del tuo marchio: il lavoro non è finito. Il cliente continua ad essere un lead perchè potenzialmente può continuare ad acquistare servizi differenti dal primo, beni correlati. La cura post vendita è ciò che fa innamorare il cliente del marchio, il sentirsi coccolato anche se ha già effettuato il suo acquisto. Abbiamo pertanto creato dei contenuti da inviare loro periodicamente, per far fruttare l’investimento corso che avevano appena frequentato.

Questo è solo un esempio di come è possibile generare dei lead.

Vuoi imparare a generare dei lead autonomamente e a sviluppare una strategia di questo genere per la tua azienda?

Il corso Lead Generation di Scuola Palo Alto può fare al caso tuo.

Georgia Conti

Georgia Conti

Georgia si dedica al digital marketing dal 2005. In pochi anni ha costruito un marchio che ha portato al successo grazie alle sue abilità nel gestire numerose Social Community. Libera pensatrice per scelta, si dedica allo studio di tutte le digital news per riportarle al pubblico di Scuola Palo Alto in maniera semplice ed efficace. Il digital marketing è pane quotidiano per i suoi denti.

Lascia un commento