Mai permettere a una crisi di rovinare tutto!

Se veramente esiste un momento giusto in cui le persone devono prepararsi ad essere guidate verso nuovi modi di fare le cose, questo momento è arrivato. Il significato della frase, resa popolare dal Presidente Obama: “Mai permettere a una crisi di rovinare tutto”, diventa chiaro nel senso che alla fine ogni crisi finisce, e quindi non c’è tempo da perdere.

Non pensate di poterla evitare a lungo. Questa crisi sta modificando profondamente i comportamenti economici delle persone: il modo di spendere, di risparmiare, i tipi di prestito, gli investimenti, e tali cambiamenti potranno durare anni.

Fondamentalmente le nuove attitudini dei consumatori creano delle opportunità per nuovi tipi di business in ogni settore economico. Tali opportunità si presentano solo raramente.

Ogni crisi finisce, quindi non c’è tempo da perdere.

Apprendere le regole della sopravvivenza. Nei decenni recenti le crisi cicliche nella maggior parte dei Paesi sono sempre state brevi, di solito minori di un anno. Tale durata è sufficiente a estirpare solo gli attori economici più deboli. Ma questo è destinato a diventare il periodo più lungo dai tempi della grande depressione, che negli Stati Uniti è durata 43mesi, e anche se probabilmente non si avvicinerà a questa durata, sarà più che sufficiente per azzerare larghe fasce di business.

Mai visto niente di simile. La maggior parte della classe dirigente non ha mai sperimentato niente di simile, per questo si parte tutti ad armi pari perché nessuno sa veramente come gestirla.

In tutto il mondo nessuno ha mai affrontato niente di simile. I sopravvissuti a incidenti o catastrofi non sono immuni dalla paura, anzi la usano trasformandola in rabbia e concentrazione.

Per contro, i ricercatori sono sempre stupiti nello scoprire persone che sono morte anche se avevano tutto l’occorrente per sopravvivere. John Leach, che da anni studia le caratteristiche di chi riesce a reagire alle situazioni difficili, scrive: “È capitato di recuperare i corpi di naufraghi su zattere di salvataggio che non avevano nemmeno aperto il kit per la sopravvivenza (segnali luminosi, razioni, medicinali di pronto soccorso e così via)”.

Dal momento che nessuno ha idea di come rispondere, il vantaggio andrà a chi ora lavorerà più duramente per capire che cosa è realmente accaduto nel proprio business, nel proprio settore industriale, e con gran rapidità darà delle risposte sfrontate e innovative per affrontare un momento senza precedenti.

Queste sono le situazioni in cui potete diventare persone e manager migliori. I tempi di crisi offrono effettivamente grandi opportunità, non tanto di dimostrare capacità di leadership, ma di svilupparle e ampliarle a livelli che la vostra organizzazione non ha mai conosciuto. La ricerca scientifica sulle grandi performance ha mostrato chiaramente che le capacità di qualsiasi natura necessitano di essere sviluppate e che non si verificano naturalmente. La fatidica domanda che ci si fa sui grandi leader: “Sono nati tali o si sono costruiti da sé?” è finalmente risolta: si sono costruiti. La chiave di questo sviluppo è puntare su noi stessi, spingersi oltre le proprie capacità attuali, obbligarsi a fare cose che normalmente non saremmo in grado di fare.

Ognuno di noi cerca di cogliere le opportunità del momento, sebbene talvolta siano nascoste nella crisi globale. Solo una parte dei manager le riconoscerà; di questi, solo alcuni sapranno allontanare la paura e il difensivismo provando anche a sfruttarle, e ancora meno saranno quelli che ci riusciranno.

Ma l’idea principale è che provare continuamente a fare cose che forse non riuscirete a fare vi renderà migliori e se lo farete costantemente diventerete grandi. E ora, confrontando le più grandi sfide in termini di business che si sono verificate attraverso generazioni, vi viene consegnata una possibilità enorme per migliorare. È un’opportunità che ognuno dovrà affrontare, ma non tutti potranno coglierla.

“I venti e le onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili.”  Edward Gibbon

Marco Masella

Marco Masella

Marco Masella, Presidente della Scuola di Palo Alto e CEO di Profiles International Italy. Studia e approfondisce da sempre le dinamiche aziendali relative al passaggio dall’economia industriale all’economia della conoscenza. Su questa linea di analisi ha sviluppato, negli ultimi anni, un’attenzione e una sensibilità particolari verso le problematiche poste dall’etica, dai valori e dal senso di responsabilità all’interno delle organizzazioni, pensando l’individuo come elemento cardine sul quale investire per garantire rapporti di mutuo profitto.
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