Management Strategico

IL MANAGEMENT STRATEGICO DALLA CONQUISTA DEI MERCATI ALLA VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE

Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di Management Strategico come di un elemento fondamentale per il successo di un’azienda.

Il termine strategia ci fa pensare immediatamente all’ambito militare. La strategia è un insieme di linee guida concepite dai vertici dell’esercito che i soldati devono seguire per portare a termine una missione con successo. Ma come si relaziona tutto questo con il mondo delle imprese?Management Strategico

Carlo Rusconi, partner di Scuola di Palo Alto ed esperto di dinamiche aziendali ad alti livelli, ci spiega cos’è il Management Strategico e come attuarlo efficacemente nel contesto lavorativo.

*****

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”INDICE DEI CONTENUTI” inner_style=””]

[/box_frame]

*****

Il concetto di Management Strategico è un’invenzione moderna?

Il Management Strategico è sempre esistito, in quanto nasce con l’azienda. Tuttavia, si è trasformato col tempo e oggi non ha più le stesse caratteristiche di sessant’anni fa.

Ogni azienda presente sul mercato è caratterizzata da una mission, uno scopo ultimo che guida tutti i suoi sforzi, le decisioni, gli investimenti.

La mission è cosa l’organizzazione vuole conseguire – quello che vuole essere per i clienti e per se stessa. L’insieme delle scelte e delle azioni messe in atto per raggiungere questo scopo rappresenta proprio il Management Strategico.  Cioè come l’azienda ha intenzione di muoversi verso la meta.

Queste scelte riguardano, per esempio, il mercato in cui vuole espandersi, i prodotti che vuole offrire o le proposte che vuole avanzare.

Come si è evoluto il Management Strategico?

L’evoluzione del Management Strategico ha seguito due filoni principali.

Il primo riguarda la tipologia delle strategie. Negli anni Cinquanta del secolo scorso i mercati stavano attraversando una fase di forte espansione.Il Management Strategico

Le strategie aziendali non potevano che puntare all’attacco, all’apertura, alla ricerca di nuovi spazi. Tuttavia, da quando i mercati sono saturi, le aziende tendono a mettere in atto strategie di contenimento e difesa.

Il secondo filone, invece, fa riferimento alla direzione delle strategie aziendali. Prima erano essenzialmente orientate all’esterno (al mercato, ai prodotti, alla concorrenza). Dagli anni Novanta anche verso l’interno. Inoltre, oggi si tende a mettere da parte un approccio strategico per così dire “opportunistico”, più intenso ma concentrato sul breve periodo.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]La scelta è in favore di un approccio basato sulla continuità delle scelte e sull’ottimizzazione delle risorse, che porterà maggiori benefici a lungo termine.[/box_frame]

In cosa può consistere una strategia di mantenimento?

Conquistare un vantaggio competitivo è una strategia di questo tipo.

Si tratta di un qualcosa che i nostri concorrenti non hanno, ma a cui prima o poi arriveranno. Per questo si dice che

[highlight1][inlinetweet prefix=”#ManagementPaloAltoScuola” tweeter=”@paloaltoscuola” suffix=”Scopri perchè”]il vantaggio competitivo è sempre relativo[/inlinetweet], mai assoluto e gode di una finestra di opportunità, cioè un periodo al termine del quale il privilegio sarà condiviso da tutte le aziende concorrenti.[/highlight1]

Questo vantaggio può essere di due tipi:

  • può portare a una leadership di prodotto
  • può portare ad una leadership di costo.

Nel primo caso, la nostra azienda è l’unica ad avere un certo bene sul mercato, pertanto può stabilire il prezzo che desidera. Si tratta di un vantaggio basato sull’innovazione.

Nel secondo caso, l’azienda non è l’unica a vendere il prodotto, ma a parità di qualità e di soddisfazione percepita dell’acquirente, può permettersi di produrlo a un prezzo inferiore, facendolo pagare meno al cliente finale.

[inlinetweet prefix=”#PaloAltoScuola” tweeter=”@paloaltoscuola” suffix=””]Solitamente un’impresa è leader di prodotto o di costo a fasi alterne[/inlinetweet]. Si parte dalla leadership di prodotto grazie a una nuova invenzione. Quando anche i concorrenti arrivano ad avere quel bene, si passa alla seconda, per tornare alla prima attraverso ulteriori innovazioni, e così via.

Cosa vuol dire che oggi le strategie sono orientate anche verso l’interno?

Se prima si guardava essenzialmente a come gli altri si espandevano sul mercato, a cosa producevano o ai prezzi che facevano, oggi si tende maggiormente a esaminare sé stessi. Ci si chiede: “Cosa so fare bene io?”.

In pratica, “Quali sono le mie competenze distintive, quelle che mi hanno sempre caratterizzato nonostante il passare del tempo e il susseguirsi delle mode?”.

Tali competenze rappresentano il DNA dell’azienda. Talvolta sono così intessute nei valori, nel know-how, nelle skill delle persone che risulta difficile individuarle e sfruttarle.

Le competenze distintive rappresentano un importante fattore di leva interno. Bisogna saperle coltivare e applicare in base alle richieste del mercato in costante mutamento, cercando di intuire dove possono portare l’azienda.

Chi attua il Management Strategico in un’azienda?

In genere, sono i vertici a stabilire la direzione che l’azienda deve prendere e a definire come la meta deve essere raggiunta.

Attraverso un piano operativo annuale, si definiscono le strategie, cioè le scelte che diventeranno azioni. Queste azioni serviranno per raggiungere concretamente gli obiettivi minori che a loro volta concorreranno a conseguire lo scopo finale dell’azienda.

Le strategie riguardano solitamente due aspetti:

  • Le risorse – quali abbiamo a disposizione, come le usiamo, dove reperiamo quelle che mancano
  • L’organizzazione pratica del lavoro: le persone, le strutture, le decisioni, le informazioni, i valori, lo stile manageriale.


L’importante è che ci sia coerenza fra questi aspetti, altrimenti la strategia rischia di fallire. Detto ciò, non dobbiamo dimenticare che anche se sono i vertici a decidere una strategia, è la base che la mette in atto.

La base partecipa quindi alla definizione della strategia?

Management Strategico

Esistono due tipi di strategia:

  • quella determinata, che arriva dall’alto,
  • quella emergente, che invece nasce dal basso.

Inizialmente si attua la strategia determinata. Successivamente, durante quella che viene chiamata “strategy execution”, la base cerca di valutare l’andamento del mercato, la disponibilità delle risorse, il comportamento dei concorrenti, e suggerisce delle linee guida – delle tattiche – per adeguare e migliorare la strategia iniziale, senza però stravolgerla.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”center” title=”” inner_style=””]La base operativa va ascoltata, perché spesso i vertici non si rendono conto degli aspetti più pratici dell’esecuzione.[/box_frame]

La cosa fondamentale è che ci sia allineamento strategico tra la base e il vertice.

Se la base non è d’accordo con la strategia decisa dall’alto, non si sentirà coinvolta e non si impegnerà come dovrebbe per qualcosa in cui non crede.

[highlight1]senza engagement e motivazione, le performance ne risentiranno.[/highlight1]

Se invece c’è allineamento e la strategia è condivisa, la base operativa è maggiormente propensa a lavorare al massimo del proprio potenziale per raggiungere un obiettivo comune.

Oggi le gerarchie aziendali sono sempre più corte, proprio per favorire la comunicazione e la condivisione fra vertice e base. Queste cosiddette “strutture piatte” sono possibili grazie alle elevate competenze – tecniche e relazionali – della nuova figura del team leader. Questa figura ha sostituito quella del vecchio capo. E’ un ruolo chiave più vicino alla base e pertanto fondamentale per un Management Strategico davvero efficace.

[box_frame style=”” width=”” class=”” align=”none” title=”Il consiglio di Carlo Rusconi” inner_style=””]

Affinché una strategia abbia un reale successo, dovrebbe basarsi sulla continuità, cioè sull’implementazione di scelte e azioni orientate a ottenere vantaggi a lungo termine, piuttosto che benefici immediati nati dall’opportunità. Inoltre, una visione d’insieme è fondamentale: non ci si può più permettere di pensare solo alla propria divisione tralasciando il resto dell’esercito, bisogna guardarsi sempre intorno.E ricordate: spesso perdere una battaglia oggi è necessario per vincere la guerra domani!

[/box_frame]

Valeria Carcaiso

Valeria Carcaiso

Milanese di nascita, cittadina del mondo per scelta, Valeria ha fatto della passione per tutte le lingue e le culture la sua professione. Innamorata della Lingua Italiana in ogni sfaccettatura, mette le sue capacità di scrittura, editing e traduzione al servizio degli argomenti più diversi con l’obiettivo di diffondere conoscenza ad ampio raggio.
Valeria Carcaiso

Ultimi post di Valeria Carcaiso (vedi tutti)

Lascia un commento