Il Blog della Scuola di Palo Alto

Nuove Strategie Aziendali per stare al passo con i tempi

Nuove Strategie ed elementi di successo per un’azienda che vuole stare al passo con i tempi e continuare a prosperare

(Intervista a cura di Valeria Carcaiso)

Quelle che venivano considerate le dieci migliori aziende al mondo nel 1995 non esistevano più nel 2005.

E le dieci migliori aziende nel 2005 non esistevano ancora nel 1995.

Google è una delle più grandi società al mondo sia per numero di collaboratori che per fatturato ed è stata fondata solo nel 1998. Meno di un ventennio fa.

Basta questa considerazione a farci comprendere la velocità a cui tutto sta cambiando.

Come si fa a non lasciarsi travolgere da queste continue trasformazioni? Come fanno le aziende a resistere e, anzi, a prosperare in questo caos socio-economico?

Michele Panzetti, partner di Scuola di Palo Alto ed esperto in ambito di negoziazione, vendite e comunicazione con il cliente, ci spiega cosa stanno facendo le migliori aziende per emergere in un’era che non risparmia nessuno.

Proviamo a inquadrare la situazione generale. Cosa sta succedendo concretamente?

Il mondo si è allargato. Non possiamo più limitarci a pensare al nostro piccolo, alla nostra nazione…

Ormai viviamo in una realtà fatta di tante piccole realtà interconnesse di cui dobbiamo assolutamente tenere conto se vogliamo prosperare senza accontentarci di sopravvivere.

Viviamo in quella che viene definita “Era del Nanosecondo”. Tutto si muove così rapidamente da crearci ansia.

Ci sembra di non riuscire a stare al passo con le innumerevoli innovazioni e le politiche, i mercati, gli usi e i costumi in costante mutamento.

strategie aziendali

Non ci piace vivere nel caos e cerchiamo in qualche modo di organizzarci per avere il controllo di quello che facciamo.

Ma non sempre ci riusciamo.

Come diceva Robert Cooper qualche anno fa:

Forse voi non siete interessati al caos, ma lui è interessato a voi

- Robert Cooper

.

Esiste una soluzione? Come ci si può destreggiare in questo caos?

Il segreto sta nell’osservare come si comportano i “nativi” di quest’era.

Per “nativi” intendo le persone e le aziende che sono nate già in questa situazione, per le quali le trasformazioni tecnologiche sono la quotidianità e l’Era del Nanosecondo è, di fatto, la semplice normalità.

I giovani di oggi pensano in un modo totalmente diverso dal nostro. Forse varrebbe la pena approfondire questo argomento per capire come affrontano una realtà per noi così complessa.

Pensiamo all’idea di “straniero”, per esempio.

Noi siamo abituati ad associare la parola straniero a chi ha tratti somatici diversi dai nostri. Per i giovani, invece, lo straniero è chi parla una lingua differente.

I giovani di oggi cambieranno circa cinque lavori nella loro vita. E uno di questi lavori non esiste: deve ancora essere inventato.

Per noi è follia, per loro è la normalità.

Come può il modo di pensare dei giovani condizionare le Aziende?

I ragazzi di oggi scelgono un lavoro piuttosto che un altro secondo criteri differenti rispetto a quelli che usavamo noi. Le aziende devono tenerne conto se vogliono assumere collaboratori giovani, indispensabili per l’innovazione e lo sviluppo di nuove competenze.

Innanzitutto i ragazzi desiderano una professione che dia loro molte soddisfazioni.

 

I giovani vogliono sentirsi concretamente parte di qualcosa e costruire relazioni sociali solide all’interno dell’ambiente lavorativo.

Questo per loro è fondamentale, mentre noi costruivamo le nostre amicizie sostanzialmente fuori dall’ufficio.

Infine, vogliono dedicare al lavoro il tempo giusto.

Noi cercavamo un’azienda in cui il lavoro fosse organizzato bene attraverso procedure valide e dove noi potessimo entrare a far parte di un sistema efficace ed efficiente.

I ragazzi delle nuove generazioni, invece, aspirano a un lavoro in cui possano almeno in parte esprimersi. Questo per avere soddisfazione ed essere consapevoli di averci potuto mettere qualcosa di loro.

Vogliono contribuire alla buona performance della società.

I giovani di oggi desiderano avere tempo libero, ma vogliono anche occupare una parte di questo tempo imparando qualcosa di nuovo,  sia inerente al loro lavoro sia di completamente diverso: se dovranno veramente svolgere cinque lavori diversi nella loro vita, è giusto che comincino a studiare ed è sempre meglio partire da qualcosa verso cui nutrono un interesse.

Se non sfrutteranno ciò che hanno studiato per una professione, avranno comunque sviluppato una competenza in più.

E le aziende cosa stanno facendo per restare al passo con i tempi che cambiano?

innovazioni aziendali

Le aziende hanno capito che, se vogliono prosperare in questa era particolare, devono essere eccellenti e rapide tanto da risultare anche vantaggiose economicamente. Questo vuol dire offrire prodotti o servizi di prima qualità, in tempi veloci rispetto alla domanda che muta e a prezzi competitivi.

È il mercato che lo chiede e le aziende che riescono a soddisfare questi requisiti hanno più chance di successo.

Sono varie le strategie che le società mettono in atto per conseguire questo risultato. Per esempio:

  1. Studiano nuovi percorsi di sviluppo;
  2. coinvolgono il personale nell’innovazione;
  3. pensano a cicli produttivi più rapidi e meno costosi;
  4. cercano fornitori vicini alla fabbrica in modo che l’approvvigionamento sia più veloce, meno caro e qualitativamente migliore;
  5. sono più attente all’ambiente;
  6. sviluppano nuovi sistemi informatici;
  7. si concentrano sulla soddisfazione del cliente nel momento del bisogno;
  8. trascorrono più tempo con i clienti stessi.

Quali sono gli elementi di successo per un’azienda di oggi?

Le risorse umane sono il fulcro del successo di un’azienda.

In particolare, c’è bisogno di persone che sappiano compensare con la loro professionalità la distanza che c’è fra quanto si riesce a fare e quanto si deve fare, cioè quello che viene chiesto dai clienti e dal mercato.

Persone a cui è ben chiara la definizione di efficacia – fare la cosa giusta – e di efficienza –farla nel modo giusto.

In particolare, “fare la cosa giusta” vuol dire dare la dovuta priorità alle diverse attività quotidiane.

Se facciamo prima le cose non importanti, poi non abbiamo più la lucidità per fare bene quelle che invece sono determinanti. Dobbiamo rispettare la cosiddetta “curva delle performance” per rendere al meglio.

Inoltre, la centralità del cliente è fondamentale in ogni azione quotidiana e non deve essere solo uno slogan di marketing.

Significa domandarsi dinanzi a ogni singola attività: “Quale vantaggio porta questo al mio cliente?”.

Cosa stanno facendo concretamente le persone all’interno delle aziende di successo?

Hanno abolito il “sacrificio”.

È difficile da concepire, perché molti pensano che invece nella quotidianità dei sacrifici si debbano fare.

Ecco cosa vuol dire.

Se un individuo ha bisogno di più tempo del necessario per fare qualcosa, è corretto che lo interpreti come un sacrificio.

Tuttavia, le aziende hanno bisogno di persone che la pensino come le nuove generazioni. Il lavoro deve avere una parte organizzata ma anche una parte di contributo personale. Questo non solo per soddisfazione propria, ma anche per necessità.

In questo modo, faccio quello che devo fare nel tempo giusto e non “mi sacrifico”più.

Il lavoro, il tempo libero e il riposo devono avere lo stesso peso nell’arco della giornata.

Purtroppo, però, abbiamo sempre meno tempo libero e riposiamo sempre meno: il mancato recupero abbassa le performance professionali.

Se mi devo sacrificare e allungo il tempo lavorativo, questo va a diminuire il mio tempo libero e mina anche quello dedicato al riposo.

Nelle aziende che funzionano, le persone sanno che responsabilità significa fare le cose bene quando nessuno guarda.

Non hanno bisogno di dimostrare continuamente. Sanno che cosa devono fare e lo fanno bene ai fini del lavoro, punto.

Sono consapevoli del fatto che il benessere personale è la naturale conseguenza del benessere aziendale. Se l’azienda va bene, anche loro stanno bene e possono contribuire perché tutto continui ad andare bene.

Come possono conciliarsi i modi di pensare dei più giovani e dei più “saggi”?

Michelle Obama un giorno ha detto:

Prima o poi dovremo restituire tutto quello che la società, la famiglia, la scuola e il lavoro ci hanno dato

- Michelle Obama

A livello aziendale questo si traduce con la necessità di condividere le competenze.

I giovani possono contribuire con il loro atteggiamento positivo e proattivo e con la loro dimestichezza e conoscenza delle tecnologie moderne, ormai parte integrante della vita di qualsiasi azienda.

I “saggi” contribuiscono con il loro immenso bagaglio di esperienze. Negli anni hanno imparato a relazionarsi con agli altri, a risolvere i problemi, a gestire gli imprevisti senza doversi necessariamente affidare a un computer e questo è fondamentale.

Quindi la condivisione delle competenze deve andare in tutti e due i sensi.

Certo, non è facile, soprattutto dal punto di vista emotivo. I giovani potrebbero sentirsi bloccati e limitati dai più anziani, mentre questi potrebbero faticare ad accettare le innovazioni e le trasformazioni che i giovani rappresentano.

cambiamenti aziendali

Il Consiglio di Michele Panzetti

A bordo di una nave, il capitano imposta la rotta, ma sa bene che non potrà fare tutto da solo. Sarà l’equipaggio a trovare il modo di raggiungere ogni volta la nuova destinazione.

Lo stesso vale all’interno di un’azienda: i dirigenti forniscono le linee guida, ma sono i collaboratori a portare l’azienda là dove vuole arrivare.

Le navi non si muovono velocemente, ma non stanno mai ferme.

Salite a bordo! Non rimanete indietro! Non perdete l’occasione di contribuire personalmente e positivamente al successo della vostra azienda.

 

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