Smart Working: il lavoro agile

smart-workingDi fronte al diffondersi del Covid-19, per contenere le probabilità di contagio, le imprese si sono impegnate ad attivare sistemi di smart working.

Il decreto attuativo del 23 febbraio 2020 n. 6 emesso dal Governo, ha infatti previsto “la sospensione delle attività lavorative per le imprese, a esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare”.  Anche i decreti successivi hanno poi confermato la volontà di prediligere questa forma di lavoro. Di conseguenza, molte realtà imprenditoriali hanno dovuto ripensare al proprio assetto organizzativo, adottando lo smart working come modello di lavoro e di gestione dei rapporti tra datore e dipendente.

In questo post, analizzeremo i seguenti argomenti:

  1. Cos’è lo Smart Working o lavoro agile?
  2. Come funziona lo Smart Working?

1. Cos’è lo Smart Working o lavoro agile?

smart workingCi sembra opportuno riportare esattamente la definizione fornita dal sito del Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca:

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. La definizione di smart working, contenuta nella legge n. 81/2017, pone l’accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’accordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come, ad esempio, pc portatili, tablet e smartphone). Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento – economico e normativo – rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.

2. Come funziona lo Smart Working?

Vi è una prima precisazione da fare: adottare lo Smart Working non vuol dire soltanto lavorare da casa e utilizzare le nuove tecnologie, lo Smart Working non è il telelavoro. Nell’ottica smart, il concetto di ufficio viene meno, viene ampliato in un certo senso, il vero spazio lavorativo è quello che favorisce la creatività delle persone, genera relazioni che oltrepassano i confini aziendali, stimola nuove idee e quindi nuovo business.

Inteso come nuovo modo di lavorare che consente un miglior bilanciamento tra qualità della vita e produttività individuale, è quindi anche il risultato di un sapiente uso dell’innovazione digitale a supporto di approcci strategici che puntano sull’integrazione e sulla collaborazione tra le persone, in particolare, e tra le organizzazioni, in generale.

La tecnologia gioca un ruolo chiave, perché quando si parla di Digital Transformation nei luoghi di lavoro si pensa anche all’applicazione di tecnologie avanzate per connettere persone, spazi, oggetti ai processi di business, con l’obiettivo di aumentare la produttività, innovare, coinvolgere persone e gruppi di lavoro.

Per le aziende cosa significa attivare lo Smart Working? Occorre innanzitutto rivedere le policy organizzative, ovvero le regole e linee guida relative alla flessibilità di orario (inizio, fine e durata complessiva), di luogo di lavoro e alla possibilità di scegliere e personalizzare i propri strumenti di lavoro.

Le tecnologie digitali devono essere riviste e aggiornate per ampliare e rendere virtuale lo spazio di lavoro, abilitare e supportare nuovi modi di lavorare, facilitare la comunicazione, la collaborazione e la creazione di network di relazioni professionali tra colleghi e con figure esterne all’organizzazione.

smart-workingDi fondamentale importanza risulta anche lo spazio di lavoro (lo Smart Working non è praticabile solo fuori dall’ufficio) in quanto ha un impatto significativo sulle modalità di lavoro delle persone e può condizionarne l’efficienza, l’efficacia e il benessere; la progettazione degli ambienti è fondamentale per garantire alle persone di lavorare in un luogo che soddisfi le loro necessità professionali.

Dovranno essere presi in considerazione anche cambiamenti legati sia alla cultura dei lavoratori e al loro modo di vivere il lavoro, sia all’approccio da parte dei capi all’esercizio dell’autorità e del controllo.

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Georgia Conti

Georgia Conti

Georgia si dedica al digital marketing dal 2005. In pochi anni ha costruito un marchio che ha portato al successo grazie alle sue abilità nel gestire numerose Social Community. Libera pensatrice per scelta, si dedica allo studio di tutte le digital news per riportarle al pubblico di Scuola di Palo Alto in maniera semplice ed efficace. Il digital marketing è pane quotidiano per i suoi denti.

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