Viral Marketing: l’involontario fenomeno “Io sono Giorgia”

È proprio il caso di dirlo: quello che sta succedendo a Giorgia Meloni è un caso di Viral Marketing, involontario, ma lo è a tutti gli effetti.

io sono giorgiaIn questa sede non intendo chiaramente scrivere di politica, mi piacerebbe invece analizzare il fenomeno del tormentone “Io sono Giorgia” da un punto di vista differente: il Marketing Virale.

Cos’è il Viral Marketing? Si tratta di una tipologia di marketing tramite la quale un prodotto, una pubblicità un contenuto (in questo caso, si parla di un contenuto audio-video) suscitano un interesse enorme da parte dei media e creano un coinvolgimento ad ampio raggio negli utenti tramite una diffusione esponenziale.

Di solito, i motivi di tale successo non sono mai casuali, anzi provengono da strategie di comunicazione pianificate. A volte, anche un pizzico di fortuna può essere d’aiuto.

Roma, Piazza San Giovanni, è il 19 Ottobre. Giorgia Meloni pronuncia il suo discorso durante la manifestazione organizzata dal centrodestra. Il collettivo Mem & J ha remixato il discorso e lo ha caricato su YouTube. Gli utenti hanno fatto il resto. Siamo a circa 5 milioni di visualizzazioni.

A settimane dalla pubblicazione online non si ferma il successo del tormentone che viene ancora condiviso, commentato nei programmi televisivi e canticchiato dalla stessa protagonista. “La adoro, la canticchio anche io”, ha dichiarato la leader di Fratelli d’Italia.

Sono parecchio sorpresi anche i due dj milanesi (MEM & J): «L’ultima cosa che volevamo era creare una sigla per la Meloni. Comunque, il pubblico ha capito che volevamo prenderla per i fondelli, la canteremo al prossimo Gay Pride».

Analizziamo il fenomeno. I 6 principi del marketing virale si possono riassumere così. Un messaggio virale:

  • Offre servizi o prodotti di valore gratuitamente: in questo caso non si cerca di vendere un prodotto ma è innegabile che l’effetto propaganda del video abbia contribuito a aumentare l’interesse delle persone nei confronti del “brand” Giorgia Meloni. I suoi fan su Instagram sono cresciuti di più di 16.000 unità in brevissimo tempo e continuano a crescere.
  • È facilmente condivisibile: il virus può diffondersi solamente se è facile da trasmettere. Il marketing virale funziona soprattutto online perché la comunicazione è veloce e costa poco o non costa proprio.
  • È facilmente scalabile: il messaggio virale deve riuscire a coinvolgere un grande numero di persone nel minor tempo possibile. È proprio ciò che è accaduto. Il tormentone si balla in tutte le più famose discoteche.
  • Sfrutta motivazioni e comportamenti comuni: anche in questo caso, il requisito è rispettato. È nata la Io sono Giorgia Challenge e così, accompagnati dall’hashtag #IosonoGiorgiaChallenge e #IosonoGiorgia in rete sono iniziati ad apparire parodie di ogni tipo. Se partecipi, sei trendy.
  • Utilizza gli attuali network di comunicazione: il video è stato “posizionato” in un flusso di comunicazione già esistente e ben funzionante: il canale Youtube di Mem & J.
  • Ottenere vantaggi dalle risorse altrui: i messaggi virali utilizzano le risorse delle persone che riescono a contagiare per diffondere il proprio messaggio e, anche in questo caso, personaggi famosi e non hanno messo a disposizione il proprio pubblico di riferimento, con immenso successo.

Indipentemente dalla fede politica di ognuno, il messaggio ha funzionato perchè ha rispettato tutte le caratteristiche che deve avere un contenuto virale, oltretutto senza volerlo. Cosa può chiedere di meglio un “brand”?

Georgia Conti

Georgia Conti

Georgia si dedica al digital marketing dal 2005. In pochi anni ha costruito un marchio che ha portato al successo grazie alle sue abilità nel gestire numerose Social Community. Libera pensatrice per scelta, si dedica allo studio di tutte le digital news per riportarle al pubblico di Scuola Palo Alto in maniera semplice ed efficace. Il digital marketing è pane quotidiano per i suoi denti.

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