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Neuroscienza e apprendimento: come imparare di più e più in fretta.

Neuroscienza e apprendimento

L'applicazione delle neuroscienze alla formazione ha conseguenze dirette su come progettiamo l'apprendimento in azienda, non solo a scuola. Capire come funziona davvero il cervello quando impara permette di costruire percorsi formativi più efficaci, e di smettere di investire in formati che sappiamo già non funzionare.

L'apprendimento contribuisce alla formazione di nuove connessioni tra neuroni e modifica quelle preesistenti. Quando un'informazione passa più volte attraverso la stessa sequenza di sinapsi, quel percorso si rinforza e diventa più stabile: è il meccanismo su cui si basa ogni strategia di apprendimento efficace.

Sappiamo oggi che il cervello mantiene una certa capacità di cambiamento per tutta la vita, non solo nell'infanzia. Con l'età, i processi di stabilizzazione tendono a rallentare la crescita di nuove connessioni neuronali, un fenomeno accompagnato dalla progressiva mielinizzazione delle connessioni già consolidate.

Che cos'è la mielina

La mielina è una sostanza isolante, di colore bianco-grigiastro, che riveste esternamente gli assoni dei neuroni. La sua funzione principale è consentire la corretta conduzione degli impulsi nervosi, amplificandone la velocità di trasmissione, oltre a svolgere una funzione protettiva sugli assoni che riveste.

Quali sono le forme di apprendimento più efficaci

Ciò che sappiamo oggi sulla neuroplasticità, la capacità del cervello di cambiare nel corso della vita di una persona, apre la strada a forme di apprendimento diverse da quelle tradizionali. È un processo che definisce lo sviluppo cognitivo e si adatta costantemente alle circostanze e agli stimoli a cui è esposto.

Neuroscienza e apprendimento: quali sono le migliori forme di apprendimento

Da qui nasce l'esigenza di superare una formazione rigida, pensata solo per stabilizzare in modo ripetitivo i processi di memorizzazione a lungo termine, e di costruire strategie alternative basate su quello che la ricerca in neuroscienze ha effettivamente dimostrato.

Neuroscienza e apprendimento: cosa stimola la nostra attenzione

Cosa stimola davvero attenzione e memorizzazione

  • Il movimento. I processi motori sono coinvolti in numerose operazioni cognitive: l'apprendimento motorio funziona come lo stabilirsi di un modello interno. Le implicazioni per la formazione aziendale sono ampie, come dimostra l'efficacia, già sperimentata da tempo, delle tecniche teatrali e delle simulazioni pratiche in aula.
  • Le emozioni. Collegare nuove informazioni a esperienze emotive positive e coinvolgenti facilita la rievocazione successiva. I contenuti emotivi di un'esperienza rafforzano la memorizzazione, eppure la dimensione emotiva degli eventi in azienda resta spesso trascurata, anche nel linguaggio, a favore di una comunicazione solo cognitiva e razionale.
  • La ripetizione distribuita. La memoria si forma e si mantiene attraverso la ripetizione dello stimolo, che genera il consolidamento delle sinapsi. Per i manager, che spesso non dispongono di grandi blocchi di tempo dedicati alla formazione, il microlearning digitale rappresenta oggi il supporto più efficace: consente di distribuire la ripetizione in spazi di tempo ridotti, anche a distanza dall'aula, senza perdere continuità.

Questi sono solo alcuni esempi di come, attraverso le neuroscienze, sia possibile strutturare percorsi che aumentano l'efficacia della formazione e attivano meglio i circuiti cerebrali legati all'apprendimento, invece di limitarsi a trasferire contenuti.

Vuoi approfondire? La Scuola di Palo Alto propone il corso Il cervello che impara, dedicato alle strategie neuroscientifiche per l'apprendimento in azienda.

Applicare le neuroscienze alla formazione manageriale

Alla Scuola di Palo Alto costruiamo i nostri percorsi di formazione manageriale integrando le stesse evidenze di questo articolo: input teorico breve, pratica guidata, coinvolgimento emotivo e follow-up a distanza di mesi per consolidare l'apprendimento. È il metodo Be Positive Be Solid, che unisce neuroscienze applicate e psicologia positiva.

Chi si occupa direttamente di progettare la formazione in azienda può approfondire il tema anche con il corso Learning Design, dedicato a chi deve trasformare un fabbisogno formativo in un percorso capace di trasferire competenze in modo duraturo.

Domande frequenti

Cos'è la neuroplasticità e perché è importante per l'apprendimento?
La neuroplasticità è la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni per tutta la vita, non solo nell'infanzia. È il meccanismo che rende possibile apprendere competenze nuove anche in età adulta: ogni volta che un'informazione passa più volte attraverso lo stesso percorso neurale, quel percorso si rinforza e diventa più stabile.

Quali fattori aiutano davvero la memorizzazione secondo le neuroscienze?
Tre fattori principali: il movimento, perché i processi motori sono coinvolti in numerose operazioni cognitive; le emozioni, perché un'informazione collegata a un'esperienza emotiva coinvolgente si ricorda più facilmente; la ripetizione distribuita nel tempo, perché è il meccanismo che consolida le connessioni sinaptiche in modo duraturo.

Come si applicano le neuroscienze alla formazione aziendale?
Progettando percorsi che alternano teoria breve, esperienza pratica, coinvolgimento emotivo e ripetizione distribuita nel tempo, invece di sessioni lunghe basate solo su contenuti teorici. Il microlearning digitale, in questo, integra bene la formazione in presenza perché permette di distribuire la ripetizione in spazi di tempo ridotti anche a distanza dall'aula.

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