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Il pensiero critico: perché è così importante allenarlo?

Il pensiero criticov
Il pensiero critico è la capacità di pensare in modo chiaro e razionale, comprendendo la connessione logica tra le idee. Cerchiamo di capire perché è così importante.

Il pensiero critico, meglio noto come critical thinking, è oggi tra le skill più richieste ed apprezzate dalle aziende. Avere critical thinking aiuta a comprendere i propri punti di forza, favorendo lo sviluppo del proprio talento, affinché questi possano essere utilizzati al meglio.

In un mondo del lavoro, oggi, sempre più in evoluzione e competitivo, le aziende, nella valutazione del profilo di un candidato, non guardano solo alle competenze tecniche ma sono alla ricerca anche delle soft skills, ovvero di competenze più trasversali.

Le soft skills sono quelle competenze che l’individuo acquisisce attraverso le proprie esperienze personali, sono legate a predisposizioni personali, caratteriali e attitudinali. In questo contesto è indispensabile parlare di critical thinking.

Perché è così importante il Critical Thinking?

Robert H. Ennis, filosofo americano considerato uno dei più grandi esponenti del pensiero critico, ha definito il pensiero critico come:

“un pensiero razionale e riflessivo focalizzato a decidere cosa pensare o fare”

Il pensiero critico permette ad una persona di riflettere e prendere decisioni, analizzando dati e informazioni, valutando gli stessi e traendo conclusioni oggettive.

Robert Ennis articola il pensiero critico su tre strategie:
  1. la capacità di riflettere, senza affidarsi a giudizi impulsivi
  2. la capacità di motivare, ovvero farsi e fare domande
  3. la capacità di cercare alternative, analizzando le soluzioni possibili per il raggiungimento di un obiettivo
Il Pensiero Creativo

Ne deriva quindi che il pensiero critico è un pensiero razionale e riflessivo. Comporta analisi, ragionamento, valutazione e comunicazione. La sua importanza si basa, prima di tutto, sulla capacità di valutare sé stessi, al fine di poter individuare i propri punti deboli ed i propri punti di forza.

In questo modo è possibile comprendere quali siano le attitudini personali.

In ambito lavorativo aiuta, pertanto, a comprendere quale sia il percorso migliore da intraprendere e quali siano le competenze da mettere in risalto nel curriculum o nel corso di un colloquio.

Questa soft skill è di estrema importanza in quanto strettamente legata al decision marketing e al problem solving.

È importante, dunque, per il datore di lavoro o per il manager saper individuare e valutare la presenza di questa skill e formare i propri dipendenti o il proprio team per svilupparla. Nel mondo del lavoro è possibile ricorrere a programmi di career coaching, affinché i talenti vengano guidati nell’applicazione del pensiero critico nella valutazione della propria carriera.

Come sviluppare il pensiero critico?

I processi di critical thinking si svolgono attraverso una serie di fasi che includono l’individuazione dell’oggetto di analisi, le ricerche necessarie ad approfondirlo, lo studio delle informazioni e dei dati ottenuti, la creazione di soluzioni e la valutazione delle stesse sulla base dell’efficacia dimostrata.

In tutti questi passaggi, la chiave cruciale dell’intera operazione sta nell’obiettività del soggetto: il pensatore critico, infatti, deve saper lasciare da parte i propri sentimenti, pregiudizi e interessi per perseguire una visione che sia il più oggettiva e reale possibile basandosi sui fatti e sul contesto.

Saper sfidare i preconcetti e adottare nuove prospettive nel nome dell’imparzialità, infatti, è uno dei requisiti fondamentali di chi è intenzionato a mettere alla prova il proprio critical thinking.

Cosa devi fare per sviluppare il pensiero critico?
  • Riconosci i tuoi bias cognitivi. I bias, conosciuti anche come “distorsioni cognitive”, comprendono la generalizzazione, i pregiudizi, la polarizzazione (vedere le cose solo come bianco/nero, giusto/sbagliato) e la cosiddetta “attenzione selettiva”, cioè la tendenza a selezionare soltanto le parti di un discorso che sostengono le nostre convinzioni e opinioni. Il primo passo per capire come sviluppare il pensiero critico sta proprio nell’accettare il fatto che abbiamo tutti dei bias e nel saperli mettere da parte.
  • Cerca sempre di essere proattivo: significa saper essere motori della nostra vita e dei cambiamenti che vorremmo vedere nel mondo. L’alternativa? Vivere come attori esclusivamente reattivi, ossia limitarci ad adeguare i nostri comportamenti a ciò che accade, sempre “in risposta” e mai “in proposta”.
  • Espandi i tuoi orizzonti: quando devi risolvere un problema, pensa a ciò che farebbe un’altra persona. Adotta una prospettiva completamente diversa da quella che utilizzi abitualmente.

In sostanza, una persona che allena il proprio pensiero critico è anche una persona più difficile da manipolare, compie decisioni più informate ed è capace di risolvere problemi e conflitti in modo più efficace e originale.

Pensi di avere questa soft skill oppure di doverci lavorare su?

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